giovedì 14 settembre 2017

Dame na Watashi ni Koishite Kudasai

https://matome.naver.jp/odai/2145839113241615501
Il manga josei "Amami lo stesso" (in originale "Dame na Watashi ni Koishite Kudasai") di Aya Nakahara (che ho recensito qui) nel 2016 è stato trasformato in un telefilm, composto da 10 episodi da 54 minuti ciascuno per la Tokyo Broadcasting System, Inc. I registi che l'hanno girato sono Hayato Kawai, Ryosuke Fukuda e Sho Tsukikawa, mentre il copione è stato scritto Tomoko Yoshizawa in collaborazione con Aya Nakahara.
Il drama ricalca la storia del manga: Michiko Shibata, una donna che mantiene un ragazzo giovane e carino, perde il lavoro e si trova nei guai. La aiuta il suo odiatissimo ex capoufficio, assumendola part-time nel locale che ha aperto. Ma la stupidità di Michiko la caccia in guai ancora più grossi.
E' una storia comico-romantica che sconfina a tratti nell'assurdo.
Nonostante i punti forti della trama coincidano, ci sono anche delle differenze. Per prima cosa Michiko ha già 30 anni, quindi non c'è il tentativo di risolvere la situazione prima del fatidico compleanno, la data di non ritorno è già passata. Per quanto riguarda altri personaggi ci sono differenze anche rilevanti. Per esempio il personaggio di Haruko, la persona di cui è innamorato il capo, qui ha una storia tragica che ne cambia completamente la natura. Mogami, il collega di Shibata, che nel manga era ingenuo e carinissimo, qui è molto più farfallone e ambiguo. In più sono stati sviluppati meglio personaggi che nel manga restano di sfondo, per esempio Terry, un amico del capo, che qui ha una storyline tutta sua, e sono stati introdotti personaggi che nel manga non esistono, come il simpaticissimo vecchietto del bar.
Poi, cosa che ho molto apprezzato, c'è più attenzione alla vita lavorativa della protagonista: come manda i curriculum, cosa fa la ditta per cui lavora, quali sono i suoi compiti in ditta.
Alcuni episodi, poi, sono diversi rispetto al fumetto.
Rispetto al manga, la storia si conclude prima, forse perché il finale del manga non sarebbe stato una conclusione abbastanza forte, forse perché, data la natura assurda dei personaggi, una prosecuzione avrebbe potuto non essere convincente.
Gli attori mi sono parsi tutti bravi, tranne Shohei Miura, che interpretava Mogami con stampato in faccia un sorriso rigido che sembrava una paresi.
E' il primo drama che vedo da anni. Mi è venuta voglia di guardarlo perché il manga è una di quelle rare letture che mi mettono allegria. Quando si vede un telefilm tratto da un fumetto che si è amato, la delusione è dietro l'angolo. In questo caso però sono rimasta molto soddisfatta perché era fedele all'originale (sia come storia sia come atmosfera), ma allo stesso tempo abbastanza diverso da mantenere vivo il mio interesse anche se conoscevo già la storia. Mi è piaciuto moltissimo e lo consiglio senz'altro, anche a chi non avesse letto il fumetto, visto che non è indispensabile averlo letto per godersi il drama.

The josei manga "Please Love the Useless Me" (in original "Dame na Watashi ni Koishite Kudasai") by Aya Nakahara (which I reviewed here) in 2016 was transformed into a television show called "Please Love Me!", consisting of 10 episodes of 54 minutes each for Tokyo Broadcasting System, Inc. The directors who shot it are Hayato Kawai, Ryosuke Fukuda and Sho Tsukikawa, while the script was written by Tomoko Yoshizawa in collaboration with Aya Nakahara.
The drama follows the story of the manga: Michiko Shibata, a woman who supports a young, cute boy, loses her work and is in trouble. She is helped by her hated former chief, who offers her a part-time job in the cafè he is opening. But Michiko's stupidity gets her in even bigger troubles.
It's a comic-romantic story that breaks verges on absurdity.
Despite the general plot coincides, there are also differences. First Michiko is already 30 years old, so there is no attempt to resolve the situation before the fateful birthday, the date of non-return has already passed. As for the other characters, there differences that in some cases are quite significant. For example, the character of Haruko, the person with whom the chief is in love, here has a tragic history that completely changes her nature. Mogami, Shibata's colleague, who in the manga was naïve and super nice, here is far more ambiguous and is a bit of a playboy. In addition, some characters have been developed better than in the manga, such as Terry, a friend of the chief, who here has a full storyline, and new characters have been introduced, such as the nice old customer of the cafè.
Then, a thing I really appreciated, there is more attention to the work life of the protagonist: how she send resumes, what the company she works for does, what are her tasks in the company.
In the end some episodes are different than the comic.
Compared to the manga, the story ends before, perhaps because the ending of the manga would not have been a strong enough conclusion for a tv series, perhaps because, given the absurd nature of the characters, a continuation might not have been convincing.
I think the actors were quite good, except Shohei Miura, who played Mogami with a stiff smile that looked like a paresis.
It's the first drama I've seen in years. I wanted to watch it because the manga is one of those rare reads that make me happy. When you see a series made from a comic that you loved, disappointment is around the corner. In this case, however, I was very satisfied because it was faithful to the original (both the history and the atmosphere) but at the same time different enough to maintain my interest alive even though I already knew the story. I liked it very much and I would definitely recommend it to people who haven't read the comic too, since it is not essential to have read it to enjoy the drama.

2 commenti:

cristina ha detto...

Lo devo recuperare assolutamente.. il manga mi sta piacendo un sacco.

Piperita Patty ha detto...

Allora ti piacerà!

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