lunedì 18 maggio 2015

Tortuga (Valerio Evangelisti)

"Tortuga" è un libro del 2008 di Valerio Evangelisti, scrittore italiano famoso per aver creato il personaggio dell'inquisitore Nicolas Eymerich. E' il primo di una trilogia dedicata ai pirati, a cui seguono "Veracruz" (2009) e "Cartagena" (2012).
E' ambientato nel 1685 nelle colonie spagnole in America. Il protagonista è Rogério de Campos, nostromo portoghese che, dopo che la sua nave viene attaccata dai pirati, viene arruolato a forza nella loro ciurma. Venendo a contatto con la vita dei Fratelli della Costa, che segue regole gerarchiche e morali diversissime da quelle a cui è abituato, Rogério inizia a cambiare, ma allo stesso tempo, lungo il corso del libro, si scopre che lui stesso è un personaggio molto più ambiguo di quello che appariva all'inizio.
Adoro i libri sui pirati, ma di questo non mi sono piaciuti granché due aspetti. La prima, altamente soggettiva, è la goduria nel descrivere litri di sangue, uccisioni complicate, frattaglie che schizzano da tutte le parti e amputazioni di vario tipo. La seconda, più oggettiva, è la combinazione di un protagonista antipatico e di un narratore onnisciente che racconta la storia da sopra la sua spalla. Questo tipo di narrazione secondo me impedisce qualunque tipo di empatia con il personaggio e ostacola l'immersione.
Non ho gradito particolarmente nemmeno l'utilizzo di forme linguistiche strane o desuete, come "luccicore" invece di "luccichio", ma non mi ha nemmeno dato un grande fastidio.
Nonostante questo, è un libro da cui ho trovato difficile staccarmi per il ritmo serrato dell'azione, e che mi ha affascinato per il mix di ambientazioni caraibiche, avventura, "amore" e, naturalmente, pirati. In più ho gradito l'accuratezza della ricostruzione storica.
E' stato emozionante anche vedere descritto l'assalto a Campeche, visto che ci sono stata durante il mio viaggio in Messico (la guida mi ha anche costretto a farmi una foto con il pupazzone del pirata Lorencillo che appare nel libro).
Adesso sto leggendo il secondo della serie, vi farò sapere.

Campeche

"Tortuga" is a 2008 book by Valerio Evangelisti, an Italian writer known for the character of the inquisitor Nicolas Eymerich. It's the first of a trilogy dedicated to the pirates, followed by "Veracruz" (2009) and "Cartagena" (2012).
It's set in 1685 in the Spanish colonies in America. The protagonist is Rogério de Campos, portuguese boatswain who, after his ship is attacked by pirates, is enlisted by force in their crew. Coming into contact with the life of the Brethren of the Coast, following hierarchical and moral rules very different from those he is accustomed to, Rogério starts to change, but at the same time, over the course of the book, we discover that he is much more ambiguous character than it appeared at first.
I love books about pirates, but I did not like much two aspects of this one. The first, highly subjective, is the pleasure in describing liters of blood, complicated killings, offals splashing all over and amputations of various types. The second, more objective, is the combination of an unsympathetic protagonist and an omniscient narrator who tells the story from over his shoulder. This type of narrative in my opinion prevents any kind of empathy with the character and so the immersion in the story.
Despite this, it is a book that I found it hard to stop reading because of the fast-paced action, and that fascinated me because of the mix of Caribbean locations, adventure, "love" and, of course, pirates. I also liked the accurate historical reconstruction.
It was also exciting to read about the assault of Campeche, because I went there during my trip to Mexico (the guide also forced me to take a picture with the doll of the pirate Lorencillo who appears in the book).
Now I'm reading the second in the series, I will let you know what I think of it.

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