venerdì 22 settembre 2017

Treviso Comic Book Festival

No automatic alt text available.

Domani e dopodomani sarò a Treviso con Cargo, il mio collettivo di autoproduzioni a fumetti, con tutte le nostre ultime pubblicazioni!
Ci trovate nella Self Area all’ex ISRAA in Borgo Mazzini, 27 e alla Tensostruttura in Piazza Matteotti (Piazza del Grano). L'ingresso è gratuito.

Non vedo l'ora perché l'anno scorso sia la città sia il festival mi erano piaciuti tantissimo (qui trovate i post relativi al TCBF dell'anno scorso: primo giorno, secondo giorno, i miei acquisti).
Anche quest'anno il festival si preannuncia interessantissimo a livello di mostre e di case editrici e autori presenti (ci sarà anche Sarah Andersen, gasp!). Trovate il programma completo sul sito ufficiale: http://www.trevisocomicbookfestival.it/2017/.
Se siete in zona passate a salutarmi!

Shrink plastic: recensione... volante/Shrink plastic: a review with (almost) flying colors

Da qualche tempo volevo provare la shrink plastic, la plastica termosensibile che si restringe e inspessisce con il calore, ma per paura che non fosse granché e di danneggiare il forno avevo sempre lasciato perdere.
Approfittando di un ordine Amazon però, ho fatto un colpo di testa. Ho preso la A4 CRYSTAL CLEAR Shrink Plastic Sheets - Shrink Art Craft Pack, una confezione da 6 fogli trasparenti che ho pagato 12,21€.
Il primo passo è stato stampare un disegno da ricalcare sulla plastica, ritagliare e infornare e io ho scelto delle ali da libellula. I fogli assomigliano molto alla carta da lucido come trasparenza e flessibilità.
Stampando il disegno mi sono resa conto che erano più piccoli di un vero A4. Prima delusione. Ho dovuto ristampare l'immagine. L'ho ricalcata con i pennarelli Staedtler da architetto che si sono rivelati non adattissimi, perché lasciano un pochino giù anche dopo la cottura.

I wanted to try shrink plastic, thermosensitive plastic that shrink and thicken when heat up, from some time, but for fear that it was a fluke and of damaging the oven I always gave up.
Taking advantage of an Amazon order, though, I eneded up buying my first set. I took the A4 CRYSTAL CLEAR Shrink Plastic Sheets - Shrink Art Craft Pack, a 6 transparent sheets package that I paid 12,21€.
The first step was to print something to draw on the plastic, cut and cook it, and I chose dragonfly wings. I realized the sheets were smaller than a real A4. First disappointment. I had to reprint the image. I tracked it with Staedtler pigment liners, which turned out to be unfit, because they bleed a little even after the baking.

A questo punto ho infornato. Le istruzioni sulla confezione dicevano che la plastica si sarebbe ristretta di sette volte e di metterla in forno su di un foglio di alluminio.
Il risultato è stato pessimo: la plastica si è ristretta di poco più della metà, così mi sono trovata delle ali di libellula gigantesche che non so bene come usare. In più, cuocendo, si è in parte attaccata all'alluminio, per cui le ali non sono venute lisce, ma un po' ondulate.

At this point I put the wings in the oven. The instructions on the packaging said that the plastic would shrink seven times and to put it in the oven on an aluminum foil.
The result was bad: the plastic shrank just a bit more than half, so I got gigantic dragonfly wings that I don't know how to use. In addition, while they cooked, they partially stuck to the aluminum, so the wings did not come out smooth, but slightly wavy.

Ho riprovato una seconda volta disegnandole di poco più del doppio della dimensione di cui le volevo e infornandole su carta da forno e il risultato è stato molto, molto migliore!
Ho spennellato leggermente il lato con il disegno con dell'ombretto perlato per ottenere un effetto un po' cangiante, più simile a vere ali di libellula.
Ho montato le ali con una perla sfaccettata rosso scuro e un pezzo di catena a delle monachelle, ottenendo gli orecchini che volevo.
Nei miei lavori successivi ci sono ancora piccole imperfezioni perché a volte la plastica risulta opaca a chiazze e non sempre viene perfettamente dritta, ma ci sto prendendo la mano e in complesso, una volta capito come usarla, sono soddisfatta della shrink che ho comprato. Viste però le istruzioni sbagliate che mi hanno fatto sprecare un foglio su sei, per un acquisto successivo non so se la ricomprerei (comunque a questo punto mi piacerebbe provare la versione bianca).

I tried a second time by drawing them a little more than twice the size I wanted and cooking them on baking paper and the result was much, much better!
I slightly brushed the side with pearly eyeshadow to get a slightly shimmering effect, like true dragonfly wings.
I mounted my wings with a dark red faceted pearl and a chain to hooks, getting the earrings I wanted.
In my following works there are still small blemishes because sometimes the plastic is dull in patches and is not always perfectly straight, but I'm getting better and, once I understood how to use it, I'm satisfied with the shrink plastic I bought. However, seen the wrong instructions that made me waste a sheet out of six, I do not know if I would buy it again (anyway at this point I would like to try the white version).

Welcome autumn!!!

Sciarpa/ScarfH&M (5€ on sale)
Giacca/Jacket usata, mercato di via Strozzi, Milano/used, Strozzi Street open air market, Milan (3)
Maglietta/Teeswappata/swapped
Gilet/Vest: usato, Mode Off/Used, Mode Off (500¥)
Gonna/Skirtusata, mercato di via Valvassori Peroni, Milano/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan (3€)
Calzamaglie/Tights: Pimkie (2,35€ on sale)
Stivali/BootsKiabi (10€ on sale)

Spilla/Brooch: comprata in Cina/bought in China (35 CNY)

giovedì 21 settembre 2017

Tokyo ESP


"Tokyo ESP" (東京ESP) è uno shōnen manga scritto e disegnato da Hajime Segawa, serializzato dalla Kadokawa Shoten  sulla rivista "Shōnen Ace" dal 2010 al 2016. La serie si è conclusa con il sedicesimo volume. Nel 2014 dal fumetto è stato tratto un anime, prodotto dalla Xebec.
 In Italia l'opera è stata pubblicata dalla dalla Panini Comics.
La protagonista è Rinka Urushiba, una liceale di famiglia poverissima che vive a Tokyo. Un giorno vede dei pesci luminosi nuotare nel cielo e, dopo averne toccato uno, sviene. Crede si tratti di un'allucinazione, ma in seguito a questo episodio scopre di aver acquisito delle capacità extrasensoriali: è diventata in grado di attraversare la materia.
Rinka non è un caso isolato: a Tokyo varie persone hanno acquisito capacità speciali. Si moltiplicano i crimini causati da ESP  e Rinka, trascinata dal suo compagno di scuola Azuma, decide di aiutare a combatterli grazie all'addestramento ricevuto da suo padre, ex poliziotto.
Ma è solo l'inizio, lentamente si rivela uno spaventoso complotto...
Tokyo ESP, al contrario di molti shōnen, è un manga completo. C'è sì un protagonista che deve diventare sempre più forte e scontrarsi con nemici sempre più potenti, ma con il supporto di una trama complessa (non il solito torneo) ed emozionante che rimane abbastanza coerente lungo tutto il fumetto (è la prima volta che i riferimenti biblici in un manga non mi fanno rizzare i capelli) e che non disdegna di parlare anche di amicizia e amore.
Verso metà del manga, Rinka lascia in modo un po' incongruo il ruolo della protagonista a Ren Jomaku, un'altra liceale, sicuramente perché i poteri della nuova arrivata sono la chiave della seconda parte del manga, ma forse perché intanto Rinka era diventata un personaggio troppo forte e maturo e il mangaka voleva mostrare una nuova storia di crescita (e abbassare l'età del personaggio principale).
Il tono è avventuroso e a tratti tragico, ma non mancano tocchi di comicità.
I personaggi tendono a riflettere lo stile esagerato degli shōnen, con cattivi malvagissimi, persone che diventano amiche dopo essersi picchiate all'ultimo sangue... ma c'è comunque un superamento di questa bidimensionalità nella maggior parte dei personaggi, a partire da Rinka che inizialmente non è affatto convinta di voler fare l'eroina. Segawa riesce a creare psicologie e relazioni complesse nonostante numero molto alto di personaggi.
Il disegno è uno dei punti forti di "Tokyo ESP", gradevole, dinamico, con anatomie credibili, curatissimo nei particolari, con divertenti riferimenti pop (il padre di Rinka sembra Wolverine, il maestro sembra Yoda e così via).
In sostanza direi che è uno dei manga migliori che ho letto negli ultimi anni. Lo consiglio assolutamente. A questo punto sono curiosa di vedere l'anime.

"Tokyo ESP" (東京 ESP) is a shōnen manga written and drawn by Hajime Segawa, serialized by Kadokawa Shoten in the magazine "Shōnen Ace" from 2010 to 2016. The series ended with the 16th volume. In 2014, it got an anime version produced by Xebec.
The protagonist is Rinka Urushiba, a very poor high school student living in Tokyo. One day she sees bright fishes swimming in the sky and after touching one of them she faints. She thinks it was an hallucination, but after this episode she discovers she has acquired extrasensory abilities: she can pass trough matter.
Rinka is not an isolated case: in Tokyo, several people have acquired special powers. In the aftermath the crimes caused by ESP multiply and Rinka, dragged by her schoolmate Azuma, decides to help fight them through the training she received by his father, a former policeman.
But it's just the beginning, slowly a scary plot gets disclosed...
Tokyo ESP, unlike many shōnen, is a complete manga. There is a protagonist who must grow stronger and fight with increasingly powerful enemies, but with the support of a complex plot (not the usual tournament) that remains coherent throughout the comic (this is the first time biblical references in a manga don't make me shiver) and that talks about friendship and love as well.
Toward the half of the manga, Rinka, a bit incongruouly, leaves the role of the protagonist to Ren Jomaku, another high school student, surely because the powers of the newcomer are the key to the second part of the manga, but perhaps also because Rinka had become too strong and mature and the mangaka wanted to show a new coming of age story (and lower the age of the main character).
The tone is adventurous and at times tragic, but there are comic touches.
The characters tend to reflect the exaggerated style of shōnen, with really really evil bad guys, people who become friends after trying to kill each other... but this two-dimensionality is overcome in most characters, starting with Rinka who at first is not so convinced about becoming an hero. Segawa creates complex psyche and relationships despite a very high number of characters.
The drawings are ione of the strong points of "Tokyo ESP", pleasing to the eye, dynamic, with credible anatomies, a lot of details, and funny pop references (Rinka's father looks like Wolverine, the teacher looks like Yoda, and so on).
To cut it short, this is one of the best manga I have read in recent years. I absolutely recommend it. At this point I'm curious to watch the anime.

Squirrel and foxs

Sciarpa/Scarfmercato di Old Spitafields, Londra/Old Spitafields market, London (3£)
Cardigan: usato, mercato di via Valvassori Peroni, Milano/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan (2€)
Maglietta/Tee: Pimkie, regalo (mamma)/Pimkie, present (mum)
Pantaloni/Trousersusati, mercato di via Valvassori Peroni, Milano/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan (1€)
Stivali/BootsKiabi (10€ on sale)

mercoledì 20 settembre 2017

Pasta con pesto di rucola, stracciatella e pomodori secchi/Rocket pesto, stracciatella and dried tomatoes pasta

A fine estate ho provato una variante del mio pesto di rucola e noci: ho frullato insieme solo rucola, noci e olio (più un pizzico di sale), ottenendo una salsa dal sapore molto forte.
Ho bollito la pasta, ho diluito leggermente la salsa con un paio di cucchiai di acqua di cottura e, per smorzare il sapore, ho aggiunto un paio di cucchiaiate di stracciatella in ogni piatto. Ho arricchito il tutto con dei pomodori secchi sott'olio tagliati a listarelle che facevano da contraltare al sapore della rucola.
Il risultato è stato ottimo, ho immediatamente aggiunto questo piatto alle "opzioni cena con ospiti", visto che è buono, originale e che la stracciatella aggiunge un tocco lussuoso.

At the end of the summer I tried a variation of my rocket and walnut pesto: I blended only rucola, nuts and oil (plus a pinch of salt), obtaining a sauce with a strong taste.
I boiled the pasta, slightly diluted the sauce with a couple of spoons of cooking water and, to dampen the flavor, I added a couple of spoonfuls of stracciatella in each dish. I enriched it with dried tomatoes in oil cut into strips that complemented the taste of the rocket.
The result was great, I immediately added this dish to the "options for dinners with guests", as it is yummy, original and as the stracciatella adds a luxurious touch.

Rock dinosaurs

Collana/Necklace: regalo/present
Giacca/Jacket: boh
Felpa/Sweater: H&M Young (10€)
Pantaloni/Trousersusati, mercato di via Valvassori Peroni, Milano, tinti da me/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan, dyed by me (3€)
Stivali/Boots: Piazza Italia (10€ on sale)

martedì 19 settembre 2017

YUM - Taste of the Philippines (Milano)

La mia amica Bi, che ne era rimasta entusiasta, ha trascinato me e la nostra amica Jules da YUM - Taste of the Philippines, un ristorante filippino di recente apertura in Viale Coni Zugna 44 (zona Sant'Agostino) a Milano.
Il locale è proprio piccolino, ma molto bello, con panche imbottite sui due lati, tavolini quadrati componibili e lampadari cilindrici che proiettano una luce calda e creano una sorta di composizione astratta con i quadri disposti regolarmente sulle pareti ricoperte per metà da pannelli di legno. I tavoli sono apparecchiati senza tovaglia, ma tutti i piatti vengono serviti su sottopiatti in legno molto belli e come sottobottiglia c'è una foglia di palma in bronzo. L'effetto finale è moderno, ma accogliente, con un tocco etnico quasi impercettibile.
L'acustica non è delle migliori, la musica di sottofondo è un po' alta e i tavoli sono molto vicini fra loro.
Il bagno è grande, pulito e accessibile ai diversamente abili.
Il locale è molto frequentato da hipster.
Il servizio non è solo cortese, è veramente cordiale. Si percepisce il calore umano senza che sconfini nell'invadenza.
Il menù è ricco, ma non esagerato e i piatti sono spiegati in maniera dettagliata. La cucina proposta è quella tipicamente filippina, ma in versione contemporanea e internazionale. Oltre ai pansit (pasta), alle ciotole di riso, ai piatti di carne e verdure, che sono tutti tradizionali, infatti, il ristorante propone gli yum, ciotole di riso con ingredienti tipici, ma proposti in accostamenti innovativi.
Le porzioni non sono abbondantissime, per uscire soddisfatti conviene prendere un antipasto e un piatto. La presentazione è molto bella e curata.
Noi abbiamo diviso due antipasti in tre, le patate dolci fritte con salsa cheddar al latte di cocco e i gamberi in pasta fillo con salsa di verdure e latte di cocco, tutto favoloso. Abbiamo poi preso i tre yum non vegetariani, il Pork Jumbled Luzon, con spezzatino di maiale, mango, ananas e anacardi, guarnito con salsa di adobo, il Shrimp SunKissed Visayas, con gamberi scottati, mango, scaglie di cocco e sesamo, guarnito con salsa al latte di cocco, e il Salmon Tropical Mindanao con salmone crudo in pezzi, mango, avocado, rapanelli e zucchine, guarnito con salsa barbeque. Ho preferito quello ai gamberi ma erano tutti buonissimi. Per concludere ci siamo divise una cheesecake con patate viola in glassa di mango. Io non amo i dolci e non vado matta per le cheesecake, ma questa era deliziosa, non troppo dolce e con un sapore molto particolare che si poteva variare tramite la quantità di glassa al mango (che era più una salsina).
In tutto abbiamo speso 17€ a testa bevendo acqua (2€ per una bottiglia da un litro, non poco, ma c'è di peggio). I piatti vanno dai 6 ai 10€ degli yum, escludendo le ciotole di riso che sono ancora più economiche. Secondo me per un pasto medio bisogna calcolare circa 18-22€ se si pensa di prendere antipasto e piatto unico o piatto unico e dolce e di bere acqua. Si può spendere molto di più (anche perché ci sono in menù bevande molto interessanti), ma anche meno.
Il menù con prezzi (nota di merito!) è consultabile online, ma, per qualche motivo, senza gli antipasti.
Ho visto dei ragazzi fare l'aperitivo in piedi fuori dal locale, quindi sicuramente c'è anche quella possibilità.
Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale: www.yummilan.com e alla pagina facebook: https://www.facebook.com/ristoranteyum/.

The Outcasts/Le reiette

"Le reiette" (in originale "The Outcasts") è un film statunitense del 2017 diretto da  Peter Hutchings.
E' la classica commedia scolastica che vede protagoniste le emarginate sociali di un liceo americano, in questo caso Jodi, appassionata di musica, che, insieme all'amica Mindi, appassionata di scienze, viene bullizzata dalla cricca dei più popolari della scuola, capitanata dalla bellissima e biondissima Whitney.
Quando la tregua proposta da Mindi fallisce, le due decidono di ribaltare le gerarchie scolastiche.
La trama è vista e rivista, l'originalità e la simpatia del film stanno nel fatto che la rivolta degli emarginati effettivamente riesca e nelle continue strizzate d'occhio alla cultura nerd (anche solo sulle magliette indossate dal cast).
Naturalmente c'è il classico momento moralista prima dell'ovvia conclusione, ma riesce a non risultare troppo irritante.
La narrazione ha un buon ritmo.
Se vi piace il genere, è una visione simpatica e leggera.
Fra l'altro io ho adorato i vari outfit pseudo-hipster della protagonista.

"The Outcasts" is a 2017 U.S.A. movie directed by Peter Hutchings.
It is the classical school comedy that sees the social outcasts of an American high school, in this case Jodi, who is a music nerd, who, along with her friend Mindi, a science nerd, is bullied by the most popular guys of the school, led by beautiful blond Whitney.
When Mindi's proposal of a truce fails, the two decide to overturn the school hierarchies.
The plot is really banal, the originality and likeableness of the film lays in the fact that the revolt actually succeeds and in the constant quotes of the nerd culture (even on the t-shirts worn by the cast).
Of course there is the classic moralist moment before the obvious conclusion, but it isn't too too annoying.
The narration has a good rhythm.
If you like the genre, it's a nice light film.
Among other things I loved the various pseudo-hipster outfits of the protagonist.

Fox in the forest

Collana/Necklacefatti io/selfmade
Vestito/Dress: usato, mercato in Liguria/used, open air market in Liguria (5€)
Scarpe/ShoesAlcott (8€ on sale)

lunedì 18 settembre 2017

Lilith (Luca Enoch)

"Lilith" è un fumetto italiano ideato, scritto e disegnato da Luca Enoch e pubblicato a cadenza semestrale a partire dal 2008, fino alla conclusione nel giugno 2017 con il numero 18.
Al Napoli Comicon del 2016, la serie ha vinto il premio Attilio Micheluzzi come "miglior serie dal tratto realistico".
La protagonista è Lyca, nata in un remoto futuro in cui l'umanità si è rifugiata sottoterra a causa di un parassita alieno che domina la superficie, il Triacanto. Lyca fin dall'infanzia è stata addestrata per sterminarlo viaggiando nel tempo e uccidendo le persone che ne sono portatrici prima che possa mettere radici. E' una missione tragica perché deve usare ogni mezzo per uccidere persone potenzialmente essere innocenti e perché in caso di riuscita non ci sarebbe ritorno, visto che i suoi genitori non si incontrerebbero mai.
Prima di partire, Lyca, ormai adulta, assume il nome di battaglia Lilith. Nei suoi viaggi viene accompagnata da un essere che solo lei può vedere, lo Scuro, una sorta di pantera, che ha il compito di guidarla nelle sue missioni.
Ma di epoca in epoca è sempre più chiaro che c'è qualcosa che non va: il Triacanto prova a comunicare con lei e si verificano strani fenomeni. La Storia stessa esce dai binari a causa dei cambiamenti provocati dalla viaggiatrice temporale e si trasforma in un'ucronia tinta di distopia.
Sono una grande fan dei viaggi nel tempo, delle ucronie e del lavoro di Luca Enoch, quindi avevo grandi aspettative su quest'opera.
Le ambientazioni ucroniche sono il punto forte del fumetto: hanno alle spalle una ricerca storica puntigliosissima e appassionata, quindi risultano realistiche, e sono ancora più interessanti in quanto si tratta di episodi chiave per la Storia e la cultura umana, come la guerra di Troia, la pirateria nei Caraibi fra XVII e XVIII secolo, l'arrivo dei Vichinghi in America e così via, con particolare attenzione a Giappone e Nord America.
Invece, ho trovato il personaggio di Lilith, per quanto ben fatto e con una chiara evoluzione, meno emotivamente coinvolgente di quelli creati dall'autore in precedenza, Sprayliz e Gea. La formazione della protagonista come killer l'ha disumanizzata, quindi non è semplice empatizzare con lei. Le parti comiche dovrebbero essere affidate allo Scuro, ma anche questo personaggio è estremamente ambiguo e perde in simpatia con il passare dei numeri, rendendo il tono generale dell'opera molto serio.
La narrazione è un orologio svizzero, c'è una trama coerente e ben fatta che arriva ad un finale esplosivo ben preparato. Tutte le deviazioni della Storia sono fra loro logicamente connesse. Oltre ad una trama generale, ogni volume ha una sottotrama basata sulla ricerca del Triacanto in un'epoca diversa. L'idea è buona e serve ad ammortizzare la pubblicazione semestrale che rischia di far perdere il filo della narrazione, ma allo stesso tempo la trama complessiva risulta molto lenta, specie all'inizio.
Per quanto riguarda il disegno, è molto dinamico ed espressivo, curatissimo nei particolari. L'inserzione digitale di campiture di grigio può fare storcere il naso a qualcuno, ma permette una resa molto tridimensionale. La formazione autodidatta dell'autore emerge in alcune lievi scorrettezze anatomiche. Continuo ad essere molto perplessa sulle copertine di Luca Enoch, in particolare per quanto riguarda la scelta dei colori.
In definitiva, "Lilith" è  un fumetto interessante e ben fatto, curato in maniera quasi maniacale, ma l'ho trovato inferiore a "Gea" a livello di ritmo e di personaggi.
E' comunque un'opera di grande qualità ed estremamente originale nel panorama italiano, quindi aspetto con ansia un nuovo lavoro completo dell'autore.
Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale.
http://www.sergiobonelli.it/sezioni/22/lilith

Ancore, righe, balena e sardine/Anchor, stripes, whale and sardine

Orecchini/Earringsfatti io/selfmade
Collana/Necklacefatti io/selfmade
Maglietta/Tee: H&M, usata mercato di via Valvassori Peroni, Milano/Valvassori Peroni street open air market, Milan (2€)
Pantaloni/Trousersusati, mercato di Cogoleto/used, Cogoleto open air market (2€)
Calze/Socks: Terranova (2€ on sale)
Scarpe/Shoesmercato di Arenzano/Arenzano open air market (10€)

venerdì 15 settembre 2017

Mooncup

A marzo ho comprato la coppetta mestruale Mooncup in sconto a 23€ circa da Esselunga.
Mooncup viene prodotta nel Regno Unito, è priva di lattice, ipoallergenica, senza coloranti, profumi, BPA, ftalati, plastica, candeggine o tossine, aderisce a standard di qualità internazionali, è etica, vegana, supporta enti di beneficenza e programmi no-profit. 
Ci sono due taglie, la A per donne over 30 o per chi ha partorito naturalmente, la B per le under 30 che non hanno partorito.
Vi avevo promesso una recensione e dopo vari mesi di utilizzo, anche per nuotare, mi sento di farla.
Le istruzioni incluse sono molto chiare e ho avuto anche qualche dritta dalle amiche che già la usavano (piegarla per inserirla, schiacciarla leggermente per eliminare il sottovuoto prima di toglierla), quindi per me l'utilizzo è risultato molto semplice. Il primo mese ho dovuto armeggiare un pochino per trovare una posizione comoda. Quando la coppetta è fuori posto è molto fastidiosa, quando è a posto non si sente nemmeno, come i migliori tamponi, con il vantaggio che non provoca assolutamente secchezza. Ho sentito alcune ragazze lamentarsi della rigidità della Mooncup, motivo per cui sono passate a coppette più flessibili. Io invece non ho avuto alcun problema, ma è una questione di cui tenere conto nel scegliere la marca della propria coppetta.
Nei giorni di maggiore flusso possono esserci lievissime perdite, ma secondo me non vale la pena di usare assorbenti o salvaslip, trovo che vanifichino la funzione della coppetta, tanto più che sono talmente insignificanti che non passano la stoffa delle mutande.
La coppetta ha una tenuta enorme, la si può tenere addosso tutto il giorno senza problemi (tranne nei momenti di flusso particolarmente abbondante). A volte a tenerla tutto il giorno tutti i giorni mi sono sentita un po' indolenzita, ma potrebbe essere un problema di posizionamento.
E' semplice da pulire durante il ciclo e da disinfettare alla fine.
L'ho usata solo una volta per nuotare per un breve bagno nel lago e la tenuta è stata perfetta. Alcune amiche segnalano che a loro nuotando tende a riempirsi d'acqua e che quindi dopo la devono svuotare, se no gocciola.
Mi ha enormemente semplificato la vita permettendomi anche di aiutare l'ambiente. Non mi limito a promuoverla, la consiglio assolutamente!!!

In March I bought Mooncup, a menstrual cup. Mooncup, which is produced in the UK, is latex-free, hypoallergenic, without dyes, perfumes, BPA, phthalates, plastic, bleaches or toxins, adheres to international quality standards, is ethical, vegan, supports charities and non-profit programs.
There are two sizes, A for women over 30 or who gave birth naturally, B for women under 30 who didn't give birth.
I promised you a review and, after several months of use, even to swim, I feel like writing it.
The included instructions are very clear and I also had some advice from friends who already used it (fold it to insert it, press it slightly to remove the vacuum-seal before removing it), so for me it was very simple to use. The first month I had to fumble with it a bit to find a comfortable position. When the cup is out of place it is very annoying, when it is in place I didn't even feel it, like with the best tampons, with the benefit that it does not cause any dryness. I heard some girls complaining about the rigidity of the Mooncup, which is why they bought more flexible cups. I didn't have any problem, but it's a matter to consider when choosing the brand of your cup.
In the days of maximum flow there may be little leaks, but in my opinion it is not worth the use of pads or panty-liners, I find that they vanify the function of the cup, especially because they are so insignificant that they do not pass the panties fabric.
The cup has a great capacity, you can keep it on all day without problems (maybe not in the moments of maximum flux). Sometimes, keeping it on all day everyday I felt a bit sore, but it may have been a placement problem.
It is easy to clean during the cycle and to disinfect in the end.
I used it only once to swim for a short bath in the lake and the seal was perfect. Some friends report when they swim with it, it ends up filling up with water and so they have to empty it after getting out of the water to avoid drippings.
It greatly simplified my life and also helped me to help the environment. I'm not just promoting it, I absolutely recommend it!!!

Working lace

Camicia/Blouse: usata/used
Pantaloni/Trousersusati, mercato di via Valvassori Peroni, Milano/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan (1€)
Calzini/Socks: H&M (3€ X 2 on sale)
Scarpe/Shoes:mercato di Papiniano/Papiniano open air market, Milan (5€)

giovedì 14 settembre 2017

Prodotti da bagno al miele (recensione al volo)

Una volta che ero ospite dai miei genitori, facendo la doccia da loro, ho provato due prodotti che mi sono piaciuti tantissimo: il balsamo crema nutriente  per capelli secchi con pappa reale e omega 3 della L'Oreal e Manuka Honey & Orange Blossom Bath & Shower Crème della SBC.
Entrambi sono prodotti al miele ed entrambi mi sono piaciuti tantissimo soprattutto per il profumo. 
Ho trovato anche i miei capelli molto più morbidi dopo l'uso del balsamo.
Pare che gli inci non siano incredibili, ma almeno il balsamo è piuttosto economico, quindi sono tentata di ricomprarlo perché adoro il profumo del miele.

Dame na Watashi ni Koishite Kudasai

https://matome.naver.jp/odai/2145839113241615501
Il manga josei "Amami lo stesso" (in originale "Dame na Watashi ni Koishite Kudasai") di Aya Nakahara (che ho recensito qui) nel 2016 è stato trasformato in un telefilm, composto da 10 episodi da 54 minuti ciascuno per la Tokyo Broadcasting System, Inc. I registi che l'hanno girato sono Hayato Kawai, Ryosuke Fukuda e Sho Tsukikawa, mentre il copione è stato scritto Tomoko Yoshizawa in collaborazione con Aya Nakahara.
Il drama ricalca la storia del manga: Michiko Shibata, una donna che mantiene un ragazzo giovane e carino, perde il lavoro e si trova nei guai. La aiuta il suo odiatissimo ex capoufficio, assumendola part-time nel locale che ha aperto. Ma la stupidità di Michiko la caccia in guai ancora più grossi.
E' una storia comico-romantica che sconfina a tratti nell'assurdo.
Nonostante i punti forti della trama coincidano, ci sono anche delle differenze. Per prima cosa Michiko ha già 30 anni, quindi non c'è il tentativo di risolvere la situazione prima del fatidico compleanno, la data di non ritorno è già passata. Per quanto riguarda altri personaggi ci sono differenze anche rilevanti. Per esempio il personaggio di Haruko, la persona di cui è innamorato il capo, qui ha una storia tragica che ne cambia completamente la natura. Mogami, il collega di Shibata, che nel manga era ingenuo e carinissimo, qui è molto più farfallone e ambiguo. In più sono stati sviluppati meglio personaggi che nel manga restano di sfondo, per esempio Terry, un amico del capo, che qui ha una storyline tutta sua, e sono stati introdotti personaggi che nel manga non esistono, come il simpaticissimo vecchietto del bar.
Poi, cosa che ho molto apprezzato, c'è più attenzione alla vita lavorativa della protagonista: come manda i curriculum, cosa fa la ditta per cui lavora, quali sono i suoi compiti in ditta.
Alcuni episodi, poi, sono diversi rispetto al fumetto.
Rispetto al manga, la storia si conclude prima, forse perché il finale del manga non sarebbe stato una conclusione abbastanza forte, forse perché, data la natura assurda dei personaggi, una prosecuzione avrebbe potuto non essere convincente.
Gli attori mi sono parsi tutti bravi, tranne Shohei Miura, che interpretava Mogami con stampato in faccia un sorriso rigido che sembrava una paresi.
E' il primo drama che vedo da anni. Mi è venuta voglia di guardarlo perché il manga è una di quelle rare letture che mi mettono allegria. Quando si vede un telefilm tratto da un fumetto che si è amato, la delusione è dietro l'angolo. In questo caso però sono rimasta molto soddisfatta perché era fedele all'originale (sia come storia sia come atmosfera), ma allo stesso tempo abbastanza diverso da mantenere vivo il mio interesse anche se conoscevo già la storia. Mi è piaciuto moltissimo e lo consiglio senz'altro, anche a chi non avesse letto il fumetto, visto che non è indispensabile averlo letto per godersi il drama.

The josei manga "Please Love the Useless Me" (in original "Dame na Watashi ni Koishite Kudasai") by Aya Nakahara (which I reviewed here) in 2016 was transformed into a television show called "Please Love Me!", consisting of 10 episodes of 54 minutes each for Tokyo Broadcasting System, Inc. The directors who shot it are Hayato Kawai, Ryosuke Fukuda and Sho Tsukikawa, while the script was written by Tomoko Yoshizawa in collaboration with Aya Nakahara.
The drama follows the story of the manga: Michiko Shibata, a woman who supports a young, cute boy, loses her work and is in trouble. She is helped by her hated former chief, who offers her a part-time job in the cafè he is opening. But Michiko's stupidity gets her in even bigger troubles.
It's a comic-romantic story that breaks verges on absurdity.
Despite the general plot coincides, there are also differences. First Michiko is already 30 years old, so there is no attempt to resolve the situation before the fateful birthday, the date of non-return has already passed. As for the other characters, there differences that in some cases are quite significant. For example, the character of Haruko, the person with whom the chief is in love, here has a tragic history that completely changes her nature. Mogami, Shibata's colleague, who in the manga was naïve and super nice, here is far more ambiguous and is a bit of a playboy. In addition, some characters have been developed better than in the manga, such as Terry, a friend of the chief, who here has a full storyline, and new characters have been introduced, such as the nice old customer of the cafè.
Then, a thing I really appreciated, there is more attention to the work life of the protagonist: how she send resumes, what the company she works for does, what are her tasks in the company.
In the end some episodes are different than the comic.
Compared to the manga, the story ends before, perhaps because the ending of the manga would not have been a strong enough conclusion for a tv series, perhaps because, given the absurd nature of the characters, a continuation might not have been convincing.
I think the actors were quite good, except Shohei Miura, who played Mogami with a stiff smile that looked like a paresis.
It's the first drama I've seen in years. I wanted to watch it because the manga is one of those rare reads that make me happy. When you see a series made from a comic that you loved, disappointment is around the corner. In this case, however, I was very satisfied because it was faithful to the original (both the history and the atmosphere) but at the same time different enough to maintain my interest alive even though I already knew the story. I liked it very much and I would definitely recommend it to people who haven't read the comic too, since it is not essential to have read it to enjoy the drama.

Feather and stripes

Collana/Necklacefatta io/selfmade
Maglietta/Tee: swappata/swapped
Pantaloni/Trousersusati, mercato di via Valvassori Peroni, Milano, tinti da me/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan, dyed by me (3€)
Scarpe/ShoesAlcott (8€ on sale)

mercoledì 13 settembre 2017

Panino fungo con tomino al miele e speck

Ultimamente ho provato a tagliare sui carboidrati per perdere un po' di peso e ne è venuto fuori l'hambuger con funghi portobello cotti in padella al posto del pane.
A livello di magrezza però ho fallito sul ripieno: ho spennellato di miele un tomino, ci ho posato qualche foglia di rosmarino e l'ho avvolto nello speck, poi l'ho cotto in padella finché l'esterno non è diventato croccante e l'interno sciolto.

Lately I tried to cut on carbohydrates to lose a bit of weight and I got the idea of an hambuger with baked portobello mushrooms instead of bread.
At the level of fatness, however, I failed on the filling: I brushed toma cheese honey, put some rosemary leaves on it and wrapped it in speck, then I cooked it until the outside became crunchy, the interior melty.

Il risultato è stato goduriosissimo. E anche oggi la dieta domani.

The result was super yummy. And today I start my diet tomorrow again.

Red, blue and whales

Orecchini/Earringsfatti io/selfmade
Collana/Necklacefatti io/selfmade
Gonna/SkirtH&M (7 on sale)
Calze/SocksH&M (1€ on sale)
Scarpe/Shoesmercato di Arenzano/Arenzano open air market (10€)

martedì 12 settembre 2017

A volte ritorno/The Second Coming (John Niven)

"A volte ritorno" (in originale è "The Second Coming") è un libro del 2011 dello scrittore scozzese John Niven. In Italia è stato pubblicato nel 2012 da Einaudi.
Si tratta di un romanzo che vuole fare critica sociale tramite un'ironica ripresa moderna della storia di Gesù Cristo come viene raccontata dai vangeli.
Questa è la trama: Dio, in pieno Rinascimento, vedendo che sulla Terra va tutto a gonfie vele, va in vacanza per una settimana, che corrisponde a cinque secoli terrestri. Quando torna in ufficio si accorge che mentre era via tutto è andato a rotoli: genocidi, inquinamento, preti pedofili... Dio si incavola veramente tanto. Il dilemma è se distruggere tutto o se rimandare giù suo figlio, quel capellone strafatto di erba di Gesù e alla fine decide per quest'ultima opzione, anche se Gesù, visti i risultati della volta prima, non è molto convinto. Il poverino rinasce negli Stati Uniti e cerca di dare una mano ai disadattati, agli emarginati e ai perdenti. Nel tentativo di fare arrivare al mondo il suo messaggio ("fate i bravi!"), finisce a fare il concorrente in un talent show musicale.
Il genere di umorismo del libro ricorda un po' "Brian di Nazareth" dei Monty Pythons. Il risultato è simpatico, in particolare i personaggi (soprattutto Gesù) sono molto umani e l'ironia coglie nel segno. Ma il libro ha un grande difetto: Niven nel fare critica si eleva a detentore della verità assoluta, moralmente superiore rispetto ai suoi lettori, il che è piuttosto fastidioso anche condividendo in gran parte le sue idee (figuriamoci in caso contrario). Ho trovato anche che il fatto che Gesù e papino fumassero e bevessero di tutto in continuazione (dicendo anche parolacce!), fosse troppo forzato, con intenti scandalistici.
In definitiva però lo promuovo, anche perché ho un debole per l'uso delle narrazioni religiose in contesti diversi da quelli tradizionali (adoro la fantascienza religiosa per esempio). E' un romanzo che riesce a veicolare idee sociali interessanti in maniera brillante, senza mai stufare.
Da evitare se siete cristiani di destra.

"The Second Coming" is a 2011 book by the Scottish writer John Niven.
It is a novel that wants to make social criticism through a funny modern version of Jesus Christ's story as told by the Gospels.
This is the plot: God, in High Renaissance, seeing that on Earth all is going well, goes on vacation for a week, which corresponds to five centuries in our world. When he returns to the office he realizes that while he was away everything degenerated: genocide, pollution, pedophile priests... God is really, really angry. His dilemma is whether to destroy everything or to send us again his son, the long haired dope lover Jesus, and ultimately he decides for the latter option, though Jesus, seen the results of the first time, is not very convinced. The poor man is reborn in the United States and tries to help the disadvantaged, marginalized and losers. In an attempt to get his message to the world (that is to be kind with each other), he ends up competing in a musical talent show.
The kind of humor of the book reminds a bit of "Life of Brian" by Monty Pythons. The result is nice, especially the characters (in particular Jesus) are very human and the irony works. But the book has a big defect: Niven criticize as he knows the absolute truth, and is morally superior to his readers, which is rather annoying, even if you share his ideas (and I suppose much worst otherwise). I also found the fact that Jesus and his daddy smoke and drank all the time (also swearing!) was a bit forced, with the intention of shocking the readers.
In the end, however, I promote it, also because I have a soft spot for the use of religious narratives in contexts other than traditional ones (for example I adore religious science fiction). It is a novel that manages to talk about interesting social ideas in a brilliant, never boring way.
Avoid it if you are a Christians rightist.

Red, flowers and dragonfly wings

Orecchini/Earrings: fatti io/selfmade
Collana/Necklacefatti io/selfmade
Cardigan: Zara (10€ in saldo/on sale)
Vestito/Dress: usato/used
Scarpe/ShoesAlcott (8€ on sale)

lunedì 11 settembre 2017

Monastero di torba, Castelseprio, Castiglione Olona

Il primo weekend di agosto, ho organizzato una gita artistico archeologica con mio marito, mia madre e la mia amica Siobhan.
La nostra prima tappa è stato il sito UNESCO del monastero di Torba (ingresso 6€), sorto nel tardo Impero Romano con funzione difensiva e che sotto il regno longobardo assunse una funzione civile e, in seguito, religiosa, trasformandosi in convento di monache benedettine durato fino al 1482.
Con l'epoca napoleonica poi diventò un nucleo contadino, ma il FAI ha scoperto e restaurato gli affreschi longobardi trasformandolo in un museo.
Siamo stati abbastanza fortunati da fare una visita guidata.

On the first weekend of August, I organized an archeological and artistic trip with my husband, my mother and my friend Siobhan.
Our first stop was the UNESCO site of Torba Monastery (entrance 6€), built in the late Roman Empire with defensive function and that, under the Lombard kingdom assumed a civic and later a religious function, becoming a convent of Benedictine nuns that lasted until 1482.
With the Napoleonic era it was turned into a farm, but FAI discovered and restored the longobard frescoes, transforming it into a museum.
We were lucky and scored a guided tour.

Gli elementi più importanti del complesso sono la Chiesa di Santa Maria e la torre.
La chiesa che si vede oggi è stata eretta nel XI secolo recuperando, in parte, le mura del primo edificio. Nel XII-XIII secolo furono ricostruiti in stile romanico l’abside e parte dei muri perimetrali. L’interno un tempo era completamente affrescato. Oggi rimangono solo dei frammenti.
Sia la chiesa sia la torre sono state costruite con l'inserzione di materiali di spoglio provenienti da sepolcri romani.

The most important elements of the complex are the Church of Santa Maria and the tower.
The church that we see today was erected in the 11th century, recovering in part the walls of the first building. In the XII-XIII centuries the apse and part of the perimeter walls were rebuilt in Romanesque style. The interior was once frescoed, but today there are only fragments.
Both the church and the tower were built with the insertion of materials from taken from Roman tombs.

I primi tre piani della torre sono stati costruiti nel V secolo, probabilmente per ospitare l'autorità civile-militare romana. Il quarto piano, invece, è stato costruito nel VIII secolo, con l’arrivo delle monache a Torba. Nella sala al secondo piano, sono visibili tracce di decorazione risalenti alla fase precedente a quella monastica. Era usata come cripta dell’oratorio superiore e sepolcreto delle badesse, come testimoniato dai frammenti pittorici sulle nicchie in cui venivano sepolte.
Gli affreschi dell'ultimo piano sono dedicati al Cristo, ritratto ancora imperbe.
La cosa più interessante è la sequenza di otto monache senza volto sulla parete Ovest. La leggenda è che il loro volto sia stato cancellato a seguito di infrazioni del codice monastico, più probabilmente questo particolare è dovuto alla qualità della pittura usata.
Come si nota dalla qualità non elevata degli affreschi, è probabile che gli stessi siano stati eseguiti proprio dalle monache entro la fine dell’ VIII secolo, in epoca longobarda.
Nel monastero c'era un refettorio, ora gestito dal FAI, ma i prezzi non erano bassissimi e non eravamo ancora abbastanza affamati, quindi abbiamo proseguito.

The first three floors of the tower were built in the fifth century, probably to accommodate the Roman civil-military authority. The fourth floor, however, was built in the 8th century, with the arrival of the nuns in Torba. In the room at the second floor, there are visible traces of decoration dating from the phase before the monastic one. It was used as the crypt of the upper oratory and burial ground of the abbesses, as evidenced by the pictorial fragments on the niches in which they were buried.
The frescoes on the last floor are devoted to Christ, painted still as a youth without beard.
The most interesting thing is the sequence of eight faceless nuns on the west wall. The legend is that their face has been cancelled as a result of violations of the monastic code, but probably it was caused by the quality of the painting used.
Guessing by the low quality of the frescoes, it is likely that they were executed by the nuns by the end of the VIII century, in the Lombard era.
In the monastery there was a refectory, now run by the FAI, but the prices were not very low and we were not hungry enough, so we went on.

Siamo andati al Parco Archeologico di Castelseprio, anch'esso contenente monumenti UNESCO.
Qui ho finalmente visto dal vivo i bellissimi affreschi della chiesetta di Santa Maria Foris Portas (su cui ero stata interrogata durante il mio esame di Storia dell'Arte Medievale). Questo impianto decorativo ha causato incredibili problemi di datazione agli studiosi a causa della confluenza di elementi bizantini (come le scene tratte da vangeli apocrifi diffusi in Oriente) e romani. All'inizio si pensava che fossero di epoca longobarda (ma i longobardi erano nemici dei bizantini!), ma i nuovi studi stratigrafici e le datazioni al carbonio permettono un'attribuzione al X secolo, durante il periodo dell'impero degli Ottoni.

We went to the Archaeological Park of Castelseprio, which contains UNESCO monuments too.
Here I finally saw the beautiful frescoes of the church of Santa Maria Foris Portas (about which I was interrogated about during my Medieval Art History exam). This decorative system has caused incredible dating problems of to scholars because of the confluence of Byzantine elements (such as the scenes from apocryphal gospels widespreas in the East) and Roman ones. At first it was thought that they were Lombard (but the Lombards were enemies of the Byzantines!), but new stratigraphic studies and carbon dating allowed an attribution to the X century, during the period of the Ottoman Empire.

Ci siamo interrotti causa fame e siamo tornati indietro per pranzare alla Trattoria di Torba, in via Via Cesare Battisti 2 a Torba. Il locale è costituito da due sale e un giardino. L'arredamento è in stile inizio '900, molto carino.
Abbiamo preso come primi lasagne, melanzane alla parmigiana e pasta al nero di seppia con condimento di mare. Come secondo ci siamo divisi una burrata e un mix di formaggi.
Ci è piaciuto tutto molto, soprattutto i formaggi.

We stopped because we were hungry went back to Torba to have lunch at the Trattoria di Torba, in via Cesare Battisti 2. The restaurant consists of two rooms and a garden. The decor is in an early '900 style, very nice.
We took lasagna, parmigiana aubergines and squid ink pasta with seafood. We also shared a burrata and a mix of cheeses.
We liked everything, especially the cheeses.

Dopo mangiato, abbiamo finito di visitare il Parco archeologico, un "castrum" cinto da mura gote. All'interno c'erano il complesso paleocristiano di S. Giovanni (basilica e battistero), una cisterna con pozzo, la chiesa romanica di S. Paolo, case private, di varia epoca, e le dimore occupate dai canonici fino al XVI secolo. I resti delle chiese erano quelli un po' più consistenti, delle abitazioni private rimanevano solo le fondamenta.
All'interno delle mura, la visita più interessante è stato l'"Antiquarium", ospitato nel duecentesco Conventino di S. Giovanni, in cui si trova un piccolo museo in cui viene ricostruita tramite una serie reperti la storia del complesso.

After eating, we ended up visiting the Archaeological Park, a "castrum" surrounded by gothic walls. Inside there was the early Christian complex of St. John (Basilica and Baptistery), a cistern and well, the Romanesque church of St. Paul, private houses of various ages, and the dwellings occupied by canons until the sixteenth century. The remnants of the churches were the somewhat larger ones, of the private homes were left only the foundation.
Inside the walls, the most interesting visit was the "Antiquarium", housed in the thirteenth century Convent of St. John, where there is a small museum that reconstructs the history of the complex through a series of finds.

Facciamo un viaggio nel tempo e andiamo a Castiglione Olona, città natale del cardinale Branda Castiglioni che la trasformò (come Pio II fece con Pienza) seguendo l'ideale del Rinascimento.
Per prima cosa siamo andati al Castello di Monteruzzo, una villa ottocentesca ispirata ad architetture più antiche e abitata da famiglie aristocratiche milanesi. Il castello purtroppo era chiuso, ma il panorama sulla città era meraviglioso.

We travel trough time and go to Castiglione Olona, ​​the birthplace of Cardinal Branda Castiglioni who transformed it (as Pius II with Pienza) following the ideal of the Renaissance ideal city.
First we went to Monteruzzo Castle, a nineteenth-century villa inspired by more ancient architecture and inhabited by aristocratic families from Milan. The castle unfortunately was closed, but the view over the city was wonderful.

Abbiamo proseguito visitando il Palazzo Branda Castiglioni (ingresso 3€), che il famoso cardinale aveva fatto costruire per sé. Il palazzo è costituito da due parti, una del XIV e una del XV secolo.
Abbiamo avuto la fortuna di fare una visita guidata.

We continued visiting Palazzo Branda Castiglioni (entrance 3€), which the famous cardinal had built for himself. The palace consists of two parts, one of the 14th and one of the 15th century.
We were lucky enough to get a guided tour.

Dopo aver visto la bella loggetta, siamo passati al primo piano, dove si trovava una quadreria che ospitava ritratti del XVII secolo del casato Castiglioni e un grande camino. Siamo poi passati nella Camera del Cardinale, completamente affrescata nel 1423 con un giardino fiorito popolato da bambini. Al centro c'era un antico letto a baldacchino in legno pregiato del XVI secolo, le cui coperte erano ricavate da un abito talare e i cui pilastri erano affumicati, probabilmente per disinfettarlo dopo una morte per peste.

After seeing the beautiful loggia, we went to the first floor, where there was a picture gallery that housed portraits of the seventeenth century of the Castiglioni family and a large fireplace. We then went to the Cardinal's Room, completely frescoed in 1423 with a flower garden filled with children. At the center there was an antique 16th-century canopy bed made of precious wood, whose blankets were made from a priest robe and which pillars were smoked, probably to disinfect it after a plague caused death.

Il pezzo forte però era lo Studio del Cardinale con un affresco raffigurante una veduta immaginaria di Veszprem, in Ungheria, dove il cardinale era stato conte. Quest'opera d'arte è attribuita a due grandi pittori del rinascimento: Masolino da Panicale e Lorenzo di Pietro (detto il Vecchietta).
L'arredo è completato da un bellissimo mobile da sacrestia del XVII secolo in noce, da un mappamondo normale e da uno astrologico.
La nostra visita è finita al piano inferiore con la Cappella di San Martino, la cui ricca decorazione è stata attribuita al Vecchietta, che era alle dipendenze del cardinale dal 1434 circa.

The main attraction, however, was the Cardinal's Study with a fresco depicting an imaginary view of Veszprem, Hungary, where the Cardinal was count. This artwork is attributed to two great Renaissance painters: Masolino da Panicale and Lorenzo di Pietro (known as Vecchietta).
The furniture is complemented by a beautiful 17th-century sacristy furniture in walnut, a normal globe and an astrological one.
Our visit ended on the lower floor with the Chapel of San Martino, which rich decoration was attributed to Vecchietta, who worked for the cardinal since 1434.

Purtroppo era troppo tardi per visitare molto altro in città, ma siamo entrati velocemente nella Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (oggi nota come Chiesa di Villa), sulla piazza principale, di fronte al palazzo, attirati dalle gigantesche statue di santi in facciata. Si tratta del il primo edificio con cupola brunelleschiana al di fuori della Toscana, anch'essa commissionata dal cardinal Branda Castiglioni, costruita tra il 1437 ed il 1444 sul luogo di un oratorio del XII secolo.

Unfortunately, it was too late to visit more in the city, but we quickly entered the Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (now known as Villa Church) on the main square, in front of the palace, attracted by the gigantic statues of saints on the façade. It is the first building with  Brunelleschi style dome outside Tuscany, also commissioned by Cardinal Branda Castiglioni, built between 1437 and 1444 on the site of a 12th-century oratory.

Mi ha divertito soprattutto il trittico pittorico raffigurante la Vergine delle Grazie tra i Santi Rocco e Sebastiano, attribuito a Galdino da Varese (XV secolo) per via di Rocco che si cala la calzetta in maniera sexy.

I was especially amused by the pictorial triptych depicting the Virgin of Grace among Saint Roch and Saint Sebastian, attributed to Galdino da Varese (15th century) as Rocco lowers his socks in a sexy way.
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