giovedì 29 settembre 2016

Autumn colours and shorts

Maglione/Sweater: bho
Maglietta/Teemercato di via Papiniano, Milano/Papiniano street  open air market, Milan (1€)
Shorts: usati, mercato di via Papiniano, Milano/used, Papiniano street  open air market, Milan (3€)
Calze/Socks: Stradivarius (1€ on sale)
Scarpe/Shoes: usate, Mode Off/Used, Mode Off (1500¥)

mercoledì 28 settembre 2016

The Magicians


"The Magicians" è una serie tv statunitense del 2016 composta da 13 episodi da 45 min ciascuno. E' in programma una seconda stagione sempre da 13 episodi che dovrebbe uscire nel 2017.
La serie è tratta dalla trilogia fantasy "The Magicians" (2009), "The Magician King" (2011) e "The Magician's Land" (2014) dello scrittore statunitense Lev Grossman (ho recensito il primo romanzo qui).
"The Magicians" è stata sceneggiata da Sera Gamble, già autrice e produttrice di Supernatural, e da John McNamara, ideatore di Aquarius, mentre Lev Grossman ha partecipato come consulente.
Le premesse sono le stesse: Quentin Coldwater è un ragazzo di Brooklin che soffre di depressione ed è solito rifugiarsi nella serie fantasy per bambini "Fillory and Further" (molto simile a "Narnia"), il che non lo rende esattamente popolare. Ma quando la magia entra davvero nel suo mondo la sua vita cambia.
La prima stagione segue a grandi linee le vicende del primo libro, ma anticipando la storia di Julia, parallela agli eventi di "The Magicians", che viene raccontata nel secondo (io quando l'ho vista non avevo ancora finito di leggere "The Magician King" quindi l'effetto spoiler è stato disastroso).
Rispetto ai libri ci sono differenze notevoli. Mentre il primo libro segue i personaggi per cinque anni, la prima serie si concentra in un solo anno. In compenso i personaggi sono più grandi (Quentin all'inizio del libro ha 17 anni, all'inizio della serie 23), forse anche per via delle scene di sesso, alcol, droga e violenza (ci sono particolari piuttosto espliciti, ma le parolacce sono fastidiosamente censurate e nelle scene di sesso non si vede mai niente e anzi, spesso i personaggi tengono i pantaloni).
Ci sono personaggi minori che prendono assumono un ruolo molto rilevante (Kady) e personaggi rilevanti che diventano assolutamente marginali (Josh), personaggi aggiuntivi (la viaggiatrice), personaggi fondamentali che cambiano quasi completamente carattere (Penny) o personaggi solo leggermente diversi (Janet che diventa Margo).
In più ci sono situazioni che nel libro non c'erano (viene approfondita la questione del fratello di Alice), non ci sono situazioni che invece c'erano nel libro e ci sono tantissime scorciatoie narrative per seguire la trama del libro in sole 13 puntate.
Il risultato è un po' diverso, non solo per le evidenti discrepanze, ma anche come tono. La serie tv risulta meno cattiva dei romanzi. Grazie alla presenza di un antagonista definito e del meccanismo del "prescelto", manca il senso di vuoto esistenziale che permea il primo libro. Secondo me questo rende la storia più accessibile ad un pubblico medio, ma fa perdere un pochino della particolarità dell'originale.
In più nella serie Quentin è decisamente meno antipatico, il suo personaggio è meno snob annoiato e perennemente insoddisfatto e più nerd depresso dal cuore innocente. Anche Penny diventa più umano e divertente.
In generale, pur avendo letto il primo romanzo e gran parte del secondo prima di vedere la serie, ed essendo quindi in grado di fare confronti minuziosi, ho trovato il telefilm appassionante e ben fatto, e sono molto curiosa di vedere la seconda serie anche per scoprire le parti diverse (magari stavolta dopo aver finito di leggere i libri). Invoglia anche il fatto che, a differenza del libro, l'ultimo episodio abbia un finale apertissimo.
Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale della serie:
http://www.syfy.com/themagicians/

"The Magicians" is a 2016 U.S.A. television series consisting of 13 episodes of 45 minutes each. A second season of 13 episodes is due for release in 2017.
The series is an adaptation of the fantasy trilogy "The Magicians" (2009), "The Magician King" (2011) and "The Magician's Land" (2014) by the american writer Lev Grossman (I reviewed the first novel here).
"The Magicians" was scripted by Sera Gamble, author and producer of Supernatural, and John McNamara, creator of Aquarius, while Lev Grossman participated as a consultant.
The premises are the same: Quentin Coldwater is a Brooklyn boy who suffers from depression and is used to seek refuge in the fantasy series for children "Fillory and Further" (similar to "Narnia"), which does not make him exactly popular. But when magic really comes into his world his life changes.
The first season broadly follows the events of the first book, but anticipating the story of Julia, parallel to the events of "The Magicians", which is told in the second book (when I saw it I had not yet finished reading "The Magician King "so the spoiler effect was terrible).
Compared to the books there are notable differences. While the first book follows the characters for five years, the first series has a time span of a single year. To make up for it, the characters are older (Quentin at the beginning of the book is 17 years old, at the beginning of the series 23), perhaps because of the scenes of sex, alcohol, drugs and violence (there are quite explicit details, but annoyingly the bad words  are censored and you never see anything during the sex scenes and indeed, often the characters keep their pants on).
There are minor characters of the books who play a very important role in the series (Kady) and relevant characters who become totally marginal (Josh), additional characters (the traveler), main characters who change almost completely (Penny) or only slightly (Janet who becomes Margo).
In addition there are situations that were not in the book (the matter of Alice's brother is deepened), there aren't some situations that instead were in the book and there are lots of narrative shortcuts to follow the plot of the book in just 13 episodes.
The result is a bit different, not only because of the obvious discrepancies, but also for the tone. The TV series is less negative than novels. Thanks to the presence of a defined antagonist and of the "chosen one" mechanism, it lacks the sense of existential void that permeates the first book. I think this makes the story more accessible to an average audience but sacrificing a little bit of the peculiarity of the original.
Plus, in the series Quentin is far less obnoxious, his character is less that of a bored and perpetually dissatisfied snob and more that of a depressed nerd with an innocent heart. Penny becomes more human and funny too.
In general, despite having read the first novel and much of the second before seeing the series, and so being able to make meticulous comparisons, I found the show compelling and well done, and I'm very curious to watch the second series, even to discover the different parts (maybe this time after having finished reading the books). It's also because of the fact that, unlike the book, the last episode has an open ending.
For more information please refer to the official website of the series:
http://www.syfy.com/themagicians/

Leggings are back

Cardigan:  swappato/swapped
Vestito/Dress: Tally Weijl (7,50€ on sale)
Stivali/Bootsmercato di via Valvassori Peroni, Milano/Valvassori Peroni Street open air market, Milan (4€)

martedì 27 settembre 2016

Zazà Ramen

Qualche giorno fa ho finalmente avuto l'occasione di provare Zazà Ramen, un ristorante di ramen di cui avevo sentito parlare molto bene, che si trova in via Solferino 48, a Milano.
Il nome deriva dal soprannome italiano dell'Ispettore Zenigata, che nei cartoni animati di Lupin III si vede spesso mangiare instant noodles. Nonostante il riferimento pop, il ramen di Zazà non è affatto il ramen da poveracci di Zenigata e nemmeno l'economico cibo da strada giapponese, ma una versione nobilitata e molto chic, che rispetta la tradizione giapponese, ma con attenzione agli ingredienti della cultura gastronomica italiana.
D'altra parte gli ideatori di Zazà Ramen sono nientemeno che Brendan Becht, uno chef di fama internazionale, e Kevin Ageishi, un imprenditore giapponese. I due hanno optato per uno stile che non riporta alcun elemento dell’iconografia classica giapponese sia per il simbolo del locale, sia per l'arredamento dello stesso, affidato allo studio Vudafieri Saverino Partners, che utilizza materiali naturali (per esempio i tavoli sono in legno) e un'illuminazione modernissima per un risultato minimal chic, ma non freddo. L'unica concessione alla pacchianaggine pop nipponica sono i piatti di ramen in plastica appesi in vetrina.
Zazà collabora anche con artisti contemporanei che espongono sulle pareti del locale. In ordine finora sono stati David Tremlett, Kees de Goede, Antonello Ruggieri e Matteo Ceretto Castigliano (i loro profili si possono consultare qui: http://zazaramen.it/art/).
Detto questo, non ci si stupisce più che i prezzi siano così alti, ma che non lo siano di più.
L'atmosfera è giovane e alla mano (ci sono grandi tavoli con panche a cui sedersi insieme a emeriti sconosciuti). Il servizio è molto cortese.
Il bagno è accessibile ai disabili e ha un buffo pentolone al posto del lavandino.
La luminosità è scarsa (per una questione di atmosfera) e l'acustica non è ottima.

Ma passiamo alle cose importanti: com'è il cibo e quanto si paga davvero?
Nota di merito per il menù con i prezzi disponibile online (http://zazaramen.it/it/menu-it/ramen/).
Per prima cosa il coperto è di ben 2,5€. Superato questo trauma, si può passare al cibo vero e proprio. Per quanto riguarda i piatti, la scelta non è vastissima: ci sono quasi 15 antipasti, di cui molti difficili da trovare in Italia, i ramen, divisi in fissi e stagionali, che sono meno di 10, e meno di 10 dolci.
Invece la varietà di bevande è sorprendente: ci sono vari tè freddi e bibite giapponesi (compresa la famosa Ramune con la pallina), tantissime birre, di cui alcune provenienti da due birrifici artigianali giapponesi, vari cocktail originali, molte varietà di sakè, vini italiani, e shochu, rum e whisky giapponesi. Ovviamente i prodotti di importazione giapponesi sono decisamente cari.
Noi abbiamo preso un'acqua potabile trattata in caraffa (ben 1,5€ per mezzo litro) e due birre artigianali giapponese Super Premium del Birrificio Coedo (Kawagoe), la Shiro (bianca non filtrata, sapore dolce e fruttato) a 8€  per 33 cl e la Kyara (gialla ambrata, sapore di malto e caramello) a 9,5€ per 33 cl. La Kyara mi è piaciuta tantissimo.

Come antipasto siamo stati sul classico e abbiamo preso i Yaki-Ghyoza 6€ per 5 pezzi. Essendo in 3 ne abbiamo prese 2 porzioni da dividere, che ci sono state servite accompagnate da tre bottigliette di condimenti fra cui scegliere: olio di sesamo piccante (il mio preferito), soia e aceto. Erano molto buoni.

Il ramen è particolare perché si può scegliere fra la pasta standard fatta in casa con farina di grano tenero tipo “00”, oppure quella con farina di grano tenero macinata a pietra (con un supplemento di 1,5€). Si deve scegliere anche il tipo di brodo fra quello alla soia, quello al miso e quello all'alga konbu.
Abbiamo scelto tutti e tre la pasta standard. La Pelosa Metà e la mia amica Siobahn hanno scelto entrambi il ramen manzo, funghi e cipolla rossa caramellata (14,5€), lui alla soia e lei al miso. Come sempre ho preferito la versione al miso, niente male.
Io ho scelto il ramen verde freddo con masago (uova di capelano) e cipollotto di Tropea (15€), che era un prodotto stagionale. Ne sono rimasta assolutamente entusiasta, molto più che del ramen caldo.
In definitiva locale promosso, tranne che per i prezzi.Il cibo era squisito, il locale trendy e accogliente, il servizio cortese. Tuttavia, in tre abbiamo speso all'incirca 90€ per mangiare quello che sostanzialmente è un piatto povero seduti su delle panche.
Le alternative per mangiare ramen di ottima qualità a Milano allo stesso prezzo o inferiore sono il Tomoyoshi Endo e il Fukurou. Al Tomoyoshi, se si trova il ramen come menù pranzo si spende decisamente meno, però mi pare che non ce l'abbiano sempre a pranzo e i prezzi la sera sono decisamente più alti. Si spende più o meno uguale al Fukurou che però ha più scelta rispetto allo Zazà e con il ramen a pranzo offre combinazioni che includono anche gyoza e/o riso fritto a prezzi scontati. Entrambi i locali sono frequentati da giapponesi e sono più eleganti e tradizionali dello Zazà, ma mancano della sua atmosfera gradevolmente hipster (e il Fukurou è un po' spocchioso, visto che non ci si può mangiare senza prenotazione ed è difficilissimo prenotare).
Per tutte le informazionin sullo Zazà, vi rimando al sito ufficiale:

Foxes and leaves

Orecchini/Earrings: fatti io/selfmade
Collana/Necklacefatta io/selfmade
Sciarpa/Scarfmercato di Old Spitafields, Londra/Old Spitafields market, London (3£)
Cardigan:  swappato/swapped
Vestito/Dress: Pimkie, mercato in Liguria, regalo (mamma)/Pimkie open air market in Liguria, present (mum) (4€)
Stivali/Bootsmercato di via Valvassori Peroni, Milano/Valvassori Peroni Street open air market, Milan (4€)

lunedì 26 settembre 2016

Sfogliatine con cipolle caramellate al mirin, con rosmarino e formaggio di capra

Volevo un antipasto veloce da preparare, ma dall'aria raffinata per una cena con amici, così mi sono lanciata sula ricetta delle sfogliatine con cipolle caramellate di Cucina con Sara. Durante la preparazione però ho fatto un po' di cambiamenti e sia io sia i miei ospiti siamo rimasti entusiasti del risultato!

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
1 cipolla rossa di tropea
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di mirin
sale q.b.

Ho tagliato la cipolla a fettine sottilissime. Ho messo l'olio in padella e ho cotto le cipolle finché non si sono imbiondite, poi ho aggiunto un pizzico di sale.
Ho aggiunto lo zucchero e il mirin e ho fatto caramellare le cipolle.
Ho steso la pasta sfoglia e l'ho tagliata a dischi con un bicchiere (ma a posteriori mi pento di non avere usato formine da biscotto, visto che ne ho di bellissime). Ho messo i dischi su di una teglia ricoperta da carta da forno e su ognuno ho messo un po' di cipolla (in teoria l'ideale sarebbe avere una fettina intera, ma le mie si sono distrutte) e qualche foglia di rosmarino. Ho infornato a 180 gradi per 15 minuti circa. Ho servito le sfogliatine calde accompagnate da del bouche chevre da affettare e disporci sopra in modo che si ammorbidisse con il calore.

***

I wanted an appetizer quick to prepare, but chic for a dinner with friends, so I choose the caramelized red onions puff pastry recipe by Cucina con Sara. During the preparation, however, I made some changes and both I and my guests were pleasantly surprised b the result!

Ingredients:
1 ready made puff pastry roll
1 red onion
1 tablespoon extra virgin olive oil
2 tablespoons brown sugar
1 teaspoon mirin
Salt to taste

I cut the onion into thin slices. I put the oil in a pan and cooked the onions until they were golden, then I added a pinch of salt. I added sugar and mirin and I caramelized the onions.
I laid out the puff pastry and I cut it into discs with a glass (now I regret not having used my cookie cutters, since I have beautiful ones). I put the discs on a baking sheet covered with greaseproof paper and I put some onions on each one (in theory it would be nicer to have a whole slice for each pastry, but mine broke up in the pan) and a few rosemary leaves. I baked them at 180 degrees for about 15 minutes. I served the hot puffs accompanied by bouche chevre to slice ​​and and put over them to be softened by the heat.

Owlish

Collana/Necklacefatta io/selfmade
Maglietta/TeePrimark (4,50€)
Gonna/Skirt: fatta io/selfmade
Scarpe/Shoes: Primark (10£)

venerdì 23 settembre 2016

Donne e Primedonne (Pat Carra)

Giovedì scorso sono andata all'inaugurazione della mostra "Donne e Primedonne" tenuta da Pat Carra alla galleria Nuages, in via del Lauro 10 a Milano.
Si tratta di una rielaborazione a pennarello e ricamo (sulle stoffe ereditate dalla madre sarta, con l'aiuto della sorella Maura) delle vignette umoristiche disegnate da Pat per i libretti del Teatro La Fenice di Venezia. La mostra ha debuttato nel 2015 proprio nelle sale del teatro veneziano.
Molte delle vignette erano già divertentissime in cartaceo, ma la rielaborazione in stoffa le arricchisce di texture e tridimensionalità. L'idea è davvero ben riuscita.
La mostra si terrà fino all'8 Ottobre dalle 14 alle 19 (il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19). La galleria è chiusa lunedì e festivi.
Per chi non lo sapesse Pat Carra è una fumettista da più di vent'anni e basa il suo lavoro su di un punto di vista al femminile. Qui trovate il suo sito personale: http://www.patcarra.it/
Pat è anche redattrice e autrice di Aspirina, la rivista stagionale edita dalla Libreria delle Donne di Milano e dal 1987 e online dal 2013 sul cui numero estivo ho pubblicato anch'io insieme alla mia amica Mizu (trovate la rivista qui: http://www.aspirinalarivista.it/ e il mio fumetto qui: http://www.aspirinalarivista.it/category/estate2016#sangue-in-giappone).

Violet moon

Mascara: Essence
Eyeshadows: Kiko

Orecchini/Earrings: I segreti di Gaia (10€)
Anello/Ringcomprato a Istanbul/bought in Istanbul (3TL)
Gonna/Skirt: fatta io/selfmade
Scarpe/ShoesH&M, regalo/H&M, present (15€ on sale)

giovedì 22 settembre 2016

Cose belle da fare in autunno/Autumn checklist

Oggi con l'equinozio inizia ufficialmente l'autunno. L'inizio di settembre per me è stato molto pesante perché sono successe un sacco di disgrazie ai miei amici e ho dovuto studiare come una matta (oggi ho un esame!) e preparare in pochissimo tempo una serie di fumetti da stampare in vista delle varie fiere dei prossimi mesi.
Con l'arrivo dell'autunno, ho tentato di fare una lista di cose da fare per cercare di godermi al massimo la nuova stagione in barba alla precedente!
  • leggere un nuovo fantasy
  • riprovare a fare un crumble
  • fare qualche gita nel bosco
  • bere tisane calda prima di andare a dormire
  • mettere le mie nuove calze con le renne
  • andare a Castagne, streghe e dintorni
  • provare a fare una zucca di Halloween con il set che mi hanno regalato (e fare una zuppa di zucca con gli avanzi)
  • organizzare qualcosa di speciale per Halloween (come l'anno in cui siamo andati al castello di Malpaga o quello in cui siamo andati a quello di Soncino)
  • fare la cioccolata calda
  • indossare look stregoneschi
  • vedere film avvolta in un plaid
  • preparare zuppe di verdura
  • andare all'open day della scuola giapponese di Milano
  • andare alla fiera dell'artigianato
  • usare tutte le mie giacche da mezza stagione
  • provare nuove ricette autunnali
  • leggere al parco
E voi avete qualche programma speciale per l'autunno?

Today is the equinox and autumn officially begins. The beginning of September for me was very stressful because a lot of misfortunes happened to my friends and I had to study a lot (I have an exam today!) and to prepare in a short time a series of comics to prin in view of the various fairs of the upcoming months.
With the arrival of autumn, I tried to make a list of things to do to try to enjoy the new season to the most in spite of the previous one!
  • read a new fantasybook
  • try to make crumble again
  • go trekking in the woods
  • drink warm herbal teas before going to sleep
  • wear my new reindeer socks
  • go to Castagne, streghe e dintorni
  • try to carve a pumpkin for Halloween with the set I got as a present (and make a pumpkin soup with the leftovers)
  • organize something special for Halloween (like the year we went to Malpaga castle or the one we went to Soncino castle
  • make hot chocolate
  • wear witchy outfits
  • watch movies wrapped in a plaid
  • prepare vegetable soups
  • go to Milan's Japanese school open day
  • go to Milan's Artisan fair
  • use all my mid-season jackets
  • try new autumn recipes
  • read at the park
Do you have some special program for the autumn?
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...