venerdì 26 settembre 2014

Istanbul Phamuk

Quando vado in un paese straniero mi piace prepararmi tramite libri o film su quel paese, meglio scritti da autori locali. Per Istanbul mi sono svegliata tardi. Di turco ho letto solo un paio di libri del premio nobel turco Orhan Pamuk, "Il mio nome è rosso", un meraviglioso romanzo poliziesco ambientato fra i miniaturisti dell'impero ottomano di fine 1600, e "Neve", un romanzo che mi è piaciuto meno, in cui in una città turca di confine un'indagine e una tragica storia d'amore si stagliano sullo sfondo di integralismi laici e religiosi.
Prima di partire mi sono procurata una serie di gialli ambientati a Istanbul scritti da autori anglofoni, e anche "Istanbul", il libro che Orhan Pamuk ha dedicato alla sua città, Istanbul. L'ho iniziato a leggere in aereo e l'ho finito quando ero già tornata, ma avrei voluto leggerlo prima di partire.
Phamuk parla di Istanbul attraverso la propria infanzia e giovinezza e attraverso gli occhi di scrittori e artisti turchi ed europei. Il libro è coinvolgente e appassionante come una serie di aneddoti appassionanti raccontati da un tizio interessante ad una festa. Lo scrittore turco fornisce come chiave di interpretazione di Istanbul e di chi la abita, compreso se stesso, attraverso un sentimento di malinconia legato al crollo dell'Impero Ottomano.
Il libro è illustrato da stupende foto, di cui molte di Ara Güler, uno dei pochi fotografi turchi famosi a livello internazionale, e una serie di foto di famiglia di Pamuk stesso.
Lo consiglio moltissimo a chi fosse anche minimamente interessato a Istanbul.

When I go to a foreign country I like to prepare myself through books or movies about that country, better if written by local authors. For Istanbul I woke up late. Of turkish literature I've only read a couple of books of the turkish Nobel prize Orhan Pamuk, "My Name is Red", a wonderful detective story set among the miniaturists of the Ottoman Empire at the end of 1600, and "Snow", a novel that I liked less, set in a city at the Turkish border whith an investigation and a tragic love story against the background of secular and religious fundamentalism.
Before leaving, I got myself a series of thrillers set in Istanbul written by English-speaking authors, and also "Istanbul", the book that Orhan Pamuk devoted to his city, Istanbul. I started to read it on the plane and finished it when I was already back, but I'd have liked to read it before leaving. 
Phamuk talks about Istanbul through his childhood and youth, and through the eyes of writers and artists from Turkey and Europe. The book is engaging and exciting as a series of fascinating anecdotes told by an interesting guy at a party. The turkish writer provides as a key to interpretate Istanbul and its inhabitants, including himself, through a feeling of melancholy linked to the collapse of the Ottoman Empire. 
The book is illustrated with beautiful photos, many of which are by Ara Güler, one of the few internationally renowned turkish photographers, and a series of family photos of Pamuk himself. 
I recommend it very much to those who are even remotely interested in Istanbul.

2 commenti:

Ciccola ha detto...

La penso esattamente come te. Non fosse che (come ti ho già detto) sono arrivata a metà e ho mollato. Ma lo leggerò, mica scappa ^_^ Specialmente appena avrò l'occasione di andare a Istanbul.

Piperita Patty ha detto...

Assolutamente!

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