martedì 23 settembre 2014

Istanbul: day 7

Gli ultimi due giorni del programma erano stati lasciati molto in forse, in modo da potere recuperare le cose che eventualmente non fossimo riusciti a vedere. Visto che i nostri amici sarebbero partiti quella sera, il settimo giorno ci siamo concentrati sulle cose che interessavano di più a loro.
Per prima cosa abbiamo visitato Santa Irene, una chiesa commissionata da Costantino e restaurata da Giustiniano, usata come deposito d'armi dopo la conquista turca di Costantinopoli.
Rispetto ad altre chiese, è molto più spoglia, con ancora visibili tracce di incendi e poche tracce delle decorazioni originali. Forse anche per questo ha un fascino particolare.
Il mosaico con la croce nell'abside è l'unica testimonianza dell'arte iconoclasta rimasta a Istanbul.
Attualmente viene usata come sala da concerti.

The last two days of the program were mostly left in doubt, so as to be able to recover the things that we could have missed. As our friends would be leaving that evening, on the seventh day we focused on the things that interested them the most. 
We first visited Hagia Irene, a church commissioned by Constantine and restored by Justinian, used as a weapons depot after the Turkish conquest of Constantinople. 
Compared to other churches, it is much barer, with still visible traces of fire and few traces of the original decoration. Perhaps is for this reason that it has a special charm. 
The mosaic with the cross in the apse is the only evidence of the iconoclast art remaining in Istanbul. 
It is currently used as a concert hall.

Per raggiungere la meta successiva, abbiamo attraversato il parco Gülhane, un tempo parte del giardino di palazzo, che in precedenza avevamo ignorato. E' un parco grande e bello, con un sacco di decorazioni strane e interessanti, come statue di leoni, enormi farfalle finte, monumenti, vestiti turchi di plastica dentro a cui farsi le foto e così via.

To reach the next destination, we crossed the Gülhane Park that was once part of the garden of the palace, and that we had previously ignored. It's a big and beautiful park, with lots of strange and interesting decorations such as statues of lions, huge fake butterflies, monuments, plastic turkish clothes to take pictures inside and so on.

Così siamo arrivati al museo della storia della tecnologia nell'Islam. Probabilmente non l'avremmo visitato se non fosse stato incluso nel museum pass, ma ci ha incuriosito. Ha tantissime ricostruzioni di macchinari e strumenti basate su testi antichi, ma è un po'troppo frontale per non stufare, sarebbe bello se fosse mostrato il funzionamento di qualche macchina o ci fosse qualcosa di interattivo (in realtà un paio di modellini lo sarebbero stati, ma erano in riparazione).
Lo scopo finale del museo sembrava essere quello di dimostrare che gli scienziati islamici hanno inventato un po'tutto prima delle controparti europee di altre religioni (in foto un astrolabio, delle antiche armi chimiche e un complicato orologio ad acqua). Anche se in molti casi era sicuramente vero, ci è parso che la cosa fosse un po'troppo esasperata, quasi faziosa.

So we arrived at the Istanbul museum of the history of technology in Islam. Probably we would not have visited if it was not included in the museum pass, but it intrigued us. It has many reconstructions of machinery and tools based on ancient texts, but it is a little too frontal not to get boring, it would be nicer if it were shown how the machine worked or if there was something interactive (actually a couple of models would have been interactive, but were under repair). 
The ultimate goal of the museum seemed to be to prove that Islamic scientists invented nearly everything before the European counterparts of other religions (in the pictures: an astrolabe, ancient chemical weapons and an elaborate water clock). Although in many cases it was certainly true, it seemed to us that it was a little too exaggerated, almost biased. 

Visto che nel pomeriggio volevamo visitare un museo nella zona della torre Galata, abbiamo cercato un posto dove pranzare lì intorno. Grazie al prezioso aiuto della Lonley Planet, abbiamo optato per il Galata House, un ristorante georgiano sito all'interno di una prigione britannica costruita a inizio secolo scorso e poi convertita in residenza. Il proprietario è uno dei più famosi architetti di Istanbul. Era molto amichevole e parlava italiano fluentemente. E' stato il ristorante più costoso in cui abbiamo mangiato in tutto il viaggio, e ce la siamo cavata con 35TL, circa 12€.
Ci ispiravano moltissimo i ravioli fatti in casa, così per assaggiarli tutti ne abbiamo presi un tipo ciascuno e ci siamo girati i piatti. C'erano quelli di carne in salsa di burro e yogurt, quelli di carne al burro e pomodoro, quelli di patate con panna e burro e quelli al formaggio con panna e burro, tutti molto buoni. Ho provato anche un succo frizzante di melograno, buono, ma non eccezionale.

As in the afternoon we wanted to visit a museum in the area of the Galata tower, we looked for a place to eat around there. Thanks to the help of the Lonely Planet, we opted for Galata House, a Georgian restaurant located inside a British prison built at the beginning of the last century and later converted into a house. The owner is one of the most famous architects of Istanbul. He was very friendly and spoke Italian fluently. It was the most expensive restaurant of the whole trip, but we got away with 35TL, about 12€.
We absolutely wanted to try the homemade ravioli, so to try them all, each of us ordered a different kind and we switched plates. There were those filled with meat in a sauce of butter and yogurt, ones filled with meat with butter and tomato, those made of potatoes with cream and butter and the cheese filled ones with cream and butter, all very good. I also tried a sparkling pomegranate juice, good, but not great.

Nel pomeriggio siamo andati al museo Mawlawi, un'antica loggia di dervisci che ora è un museo dedicato a quest'ordine religioso. Anch'esso era incluso nel museum pass. Onestamente l'ho trovato noiosetto, l'unica cosa che ho imparato sui dervisci è che avevano una passione per l'arte e i cappelli bislacchi.

In the afternoon we went to the Mawlawi museum, an old dervish lodge which is now a museum dedicated to this religious order. It was included in the museum pass too. Honestly I found it boring, the only thing I learned about Dervishes is that they had a passion for art and bizarre hats.

La sera abbiamo cenato al ristorante dell'albergo e poi i nostri amici sono partiti. Io e la Pelosa Metà ci siamo fatti una passeggiata nella piazza fra Santa Sofia e la Moschea Blu, che di notte è particolarmente bella. Per consolarmi della tristezza dell'assenza degli amici e della nostra partenza pure imminente, ho deciso di comprare alla bancarella di un ambulante un bicchiere di sahlep, una bevanda calda ottomana dolce e consistente, preparata con farina di orchidee e spolverizzata con cannella. L'ho trovata incredibilmente rilassante.

That evening we dined at the hotel restaurant, then our friends left for the airport. TheHairy half and I took a walk in the square between the Hagia Sophia and the Blue Mosque, which is particularly beautiful at night. To console myself the sadness of the absence of our friends and also of our imminent departure, I decided to buy fom a street vendor a glass of sahlep, an Ottoman hot drink, sweet and firm, prepared with orchid flour and sprinkled with cinnamon. I found it incredibly relaxing.

6 commenti:

Nyu Egawa ha detto...

La bevanda che hai preso per "consolarti" sembra molto interessante.. che tipo di gusto aveva?

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

E' davvero bella la Turchia!

Clyo ha detto...

Che belli quiet cappelli! :-D

Piperita Patty ha detto...

@Nyu: delicato, un po'vanigliato con un retrogusto di cannella. Come consistenza era densa tipo cioccolata calda, ma forse più farinosa.

@Marco: sì :D

@Clyo: così a freddo mi sembrano buffi, però addosso a un figone turco...

Acalia Fenders ha detto...

Mi stavo giusto domandando quanto fosse gigante quella farfalla (o se l'albero non fosse un bonsai!) XD

Anche io e la Dolce Metà prendiamo sempre i piatti da dividere per assaggiare un po' di tutto :D

Piperita Patty ha detto...

@Acalia: per me nei paesi stranieri (ma anche qui) assaggiare di tutto è una sacra missione! U_U

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