mercoledì 24 settembre 2014

Istanbul: day 8


Siamo arrivati all'ultimo giorno del nostro viaggio (ma i post su Istanbul non sono ancora finiti!). Io e la Pelosa Metà siamo andati al museo archeologico che desideravamo moltissimo vedere e che il secondo giorno avevamo saltato in favore del palazzo Dolmabahçe.
Il museo arecheologico di Istanbul è davvero imperdibile. E' stupendo e contiene una serie di tesori inestimabili che proviene da tutto l'impero ottomano. Quando ho visto le piastelle smaltate con bassorilievi di animali che ornavano la strada sacra di Babilonia sono rimasta senza fiato.

We arrived at the last day of our trip (but the post about Istanbul won't end yet). I and the Hairy Half went to the archaeological museum that we really wanted to see and that the second day we skipped in favor of the Dolmabahçe Palace
The archaeological museum of Istanbul is really a must. It's wonderful and contains a number of priceless treasures that come from all over the Ottoman Empire. When I saw the glazed tiles with bas-reliefs of animals that adorned the sacred road to Babylon I remained breathless. 

Un altro reperto che non mi aspettavo che avessero e mi ha colpito moltissimo è stato il trattato di Kadesh *_*

Another finding that I was not expecting and that  struck me was the Treaty of Kadesh *_* 

Per non parlare poi di una serie di reperti di Troia! La maggior parte erano cocci, ma c'era anche qualche pezzo della collezione di Schliemann, veramente emozionanti.

Not to mention a number of finds from Troy! Most were fragments, but there was also some pieces of the collection of Schliemann, really exciting. 

C'erano dei sarcofagi notevolissimi provenienti dalla necropoli reale di Sidone.

There were remarkable sarcophagi from the royal necropolis of Sidon.

Era molto bella l'esibizione sulla storia di Istanbul, con resti provenienti dalle varie epoche disposti in ordine cronologico. C'erano resti della città romana, di quella bizantina e di quella ottomana. Il più interessante era la catena usata per chiudere il porto in modo da difenderlo, che bloccò gli assalitori per anni, ma fu superata dal sultano Maometto II, che smontò le navi e le fece passare via terra.

The exhibition about the history of Istanbul was very nice, with remains from different eras arranged in chronological order. There were the remains of the Roman city, the Byzantine and Ottoman one. The most interesting was the chain used to close the port in order to defend it, which blocked the attackers for years, but was overcome by Sultan Mehmed II, who dismantled his ships and made ​​them move over land. 

Il 30 agosto in Turchia è il giorno della vittoria, quindi hanno appeso faccioni di Atatürk, il primo presidente turco, in varie fasi della sua vita.
Col museo abbiamo finito tardissimo. Nonostante questo abbiamo deciso di tornare a mangiare al Siirt Fatih Buryan Salonu, vicino all'acquedotto di Valente, per poi andare a visitare il monastero del Cristo Pantocratore lì in zona. Il monastero, costruito in epoca bizantina, è stato usato come quartier generale dai crociati veneziani e poi trasformato in scuola coranica e poi moscea in epoca ottomana. Purtroppo, dopo la camminata per raggiungerlo, l'abbiamo trovato chiuso senza riuscire a capire perché. E non siamo stati gli unici, c'erano vari turisti che si sono trovati nella stessa situazione.

On August 30, in Turkey is the day of victory, there were everywere posters of Atatürk, the first president turkish, in various stages of his life. 
We finished very late with the museum. Despite this we decided to go back to eat at Siirt Fatih Buryan Salonu, near the aqueduct of Valens, to go to visit the monastery of Christ Pantocrator in that area. The monastery, built in the Byzantine period, was used as a headquarters by the Venetians Crusaders, and later converted into a Koranic school and then a mosque in the Ottoman era. Unfortunately, after the walk to get there, we found it closed, and were unable to understand why. And we were not the only ones, there were many tourists who found themselves in the same situation.

Così abbiamo deciso di andare a visitare la Küçük Aya Sofya Camii, la moschea della piccola Hagia Sophia. Viene chiamata così perché ha un'architettura simile a quella della famosa cattedrale. E' stata costruita in epoca bizantina come chiesa di Sergio e Bacco, ma di questa epoca rimane solo il colonnato, con un'incisione in esametri greci dedicata a Giustiniano, sua moglie Teodora e San Sergio. Il resto della decorazione è molto sobrio e armonico.
Per arrivare alla moschea abbiamo camminato tantissimo e attraversato quartieri molto poveri.

So we decided to go visit Küçük Aya Sofya Camii, the mosque of the little Hagia Sophia. It is called so because it has a similar architecture to that of the famous cathedral. It was built in the Byzantine era as the Church of Sergius and Bacchus, but of that era only the colonnade remains, with an incision in Greek hexameters dedicated to Justinian, her wife Theodora and St. Sergius. The rest of the decor is very tasteful and harmonious. 
To get to the mosque we walked a lot through very poor neighborhoods.

Per tornare, abbiamo fatto un'altra bella camminata. Visto che ci aspettava una notte in aereoporto, abbiamo deciso di cenare al ristorante dell'ostello, il Şiva Cafè. Abbiamo preso un'ottima musakka, un mix di carne di manzo e melanzana e il sultan's favourite, un piatto davvero delizioso con pezzi di manzo sugosi su un purè di melanzane cotte sul fuoco.

To go back, we did another hike. Since a night at the airport expected us, we decided to dine in the restaurant of the hostel, the Siva Cafe. We took a great musakka, a mix of beef and eggplant and sultan's favorite, a really delicious dish with pieces of juicy beef on mashed eggplant cooked on the fire. 

Dopodiché siamo andati a passare una nottataccia in aereoporto, in attesa dell'aereo della mattina dopo. Ho trovato molto carina la presenza di una moschea in aereoporto al posto della cappella cristiana o generica che si trovano in Italia.

Then we went to spend a bad night at the airport, waiting for the plane of the morning after. I found very nice the presence of a mosque at the airport instead of the Christian or generic chapels that can be found in Italy. 

All'aereoporto mi sono accorta per la prima volta che il gelato turco è una cosa stranissima e gommosa che si serve con l'utilizzo di un bastone O_O Sono contenta di non averlo assaggiato.

At the airport, I realized for the first time that turkish ice cream is a strange and rubbery thing that you put in the cone with the help of a stick O_O I'm glad not to have tasted it. 

La mattina dopo siamo volati fino a Francoforte, dove ci attendevano 7 ore di pausa prima dell'aereo successivo. Le ho affrontate con una mascherina per occhi a forma di panda, le patatine gusto "turca" e il libro "Istanbul" del premio nobel turco Orhan Pamuk (che recensirò presto). Arrivati a casa, in Italia, secondo tradizione abbiamo ordinato una pizza per cena (probabilmente preparata da pizzaioli turchi XD).

The next morning we flew to Frankfurt, where we waited 7 hours before the next plane. I dealt with it with the help of a panda eyemask, "turca" flavour chips and the book "Istanbul" by the turkish Nobel Orhan Pamuk (which I'll review soon). Arrived at home, in Italy, according to tradition, we ordered a pizza for dinner (probably prepared by a Turkish cook XD).

9 commenti:

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

La Turchia è artisticamente stupenda! Non lo immaginavo... davvero una bella conclusione.

Nyu Egawa ha detto...

Hai concluso in bellezza.. io però non mi sarei arresa col gelato.. l'avrei provato a costo di stare seduta sul gabinetto dell'aereo per tutto il volo.. ahahaha!

Emanuela ha detto...

Sarà la mia prossima tappa , davvero bellissima
http://uncuoregiapponese.blogspot.it/

Ciccola ha detto...

A Seoul i turchi hanno i chioschi dove vendono proprio quel gelato. I coreani ci vanno matti.

Io Pamuk lo amo/odio. Istanbul è la mia grande onta. Mi reputo una buona lettrice e leggo di tutto, sono attratta soprattutto dai mattoni. Ebbene, come dicevo Istanbul è la mia vergogna, in quanto è l'unico libro che non sono riuscita a finire.
Ho letto altri libri suoi, conoscevo il suo modo (a volte prolisso fino alla morte e contorto come pochi), eppure non ce l'ho fatta.

Sono sicura che quando riuscirò a visitare la città mi sarà più facile riprendere la lettura. spetto comunque la tu recensione, sono molto curiosa.

Piperita Patty ha detto...

@Marco: io me la immaginavo bella dal punto di vista artistico, ma questo museo ha superato tutte le aspettative!

@Nyu: hai ragione! Prossima volta.

@Emanuela: allora spero piaccia tanto anche a te!

@Ciccola: oddio...ai coreani piacciono gelati strani.
Secondo me Istanbul è da leggere molto vicino alla visita alla città, se no posso capire che sia un mattone. Anche se varrebbe la pena solo per le foto.

Clyo ha detto...

Il museo archeologicoooo! :-D lo voglio vedere! Forse quel libro di cui parlate tu e Ciccola ce l'ho anche io a Torino, mi è stato regalato, ma non l'ho mai letto..coff ..coff.

Piperita Patty ha detto...

@Clyo: è veramente meraviglioso! Il museo, non il libro, che come hai sentito può essere anche una mattonazza a seconda di come lo si legge.

automaticjoy ha detto...

Che meraviglia, mi sono letta tutto il tuo diario di viaggio e ho ancora più voglia di visitare Istanbul, che da anni è nella mia lista di mete da sogno.
Mi salvo il tuo resoconto nei segnalibri, che non si sa mai, ci sono tante informazioni che mi potrebbero essere utili.

Piperita Patty ha detto...

@Elena: Istanbul mi è piaciuta tantissimo! Sono contenta che i miei post possano esserti utili. Per qualunque cosa comunque sono a tua disposizione, scrivimi senza problemi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...