mercoledì 25 giugno 2014

L'occhio del coniglio (Bianca Carchidio)

Ho appena finito di leggere L'occhio del coniglio, romanzo d'esordio di Bianca Carchidio. Racconta la storia degli amori delle donne di una famiglia lungo tre generazioni, dalla prima guerra mondiale al duemila. La storia corre lungo due linee temporali, quella che racconta il presente della protagonista, Anita, e quella che racconta le storie della nonna e della madre, fino a giungere al passato di Anita stessa.
Ho trovato perfetta la descrizione del libro su Lulu:
"Due trame all'apparenza parallele, ma che la forza della lettura riesce a far convergere fino al seme stesso della storia, quello da cui germoglia tutto: il passato e il futuro, il vento e la bonaccia. Cerchiamo spesso di dare un senso alla vita, ma si tratta di una forzatura da parte nostra. L’esistenza è fatta di libri dimenticati e ritrovati, verdure affettate, paura di tuffarsi da una barca, primi baci raccontati alla compagna di banco, pulizie di casa, genitori autoritari, passeggiate in bicicletta. Piccoli gesti, sorrisi più che risate, sguardi più che parole, detto senza dire".
Ho trovato la linea temporale del passato più interessante rispetto a quella presente perché per ogni generazione vengono raccontati solo un paio di episodi, che quindi devono essere per forza significativi, mentre il presente è costituito da tutte le piccole azioni quotidiane, che, per quanto ben raccontate, contengono molta meno trama. In più, la linea temporale presente si svolge per la maggior parte a bordo di una barca a vela con un po'troppo gergo tecnico per me, anche se per fortuna non è indispensabile alla comprensione della trama.
L'elemento più interessante di questo libro è la narrazione tramite il non detto. Si passa da una situazione ad un'altra e anche se si può intuire cosa sia successo, questo non viene mai esplicitato, c'è molto lasciato all'immaginazione. E' una caratteristica che ho molto apprezzato perché il lettore, nell'immaginarsi quale possa essere il pezzo mancante entra a fare parte attivamente della storia. E nel chiedersi cosa sia successo al di fuori del raccontato si affeziona maggiormente ai personaggi, resi già estremamente umani e credibili da piccoli tic, come per esempio la paura di tuffarsi da una barca.
Ho trovato molto gradevole anche l'attenzione ai particolari della vita di tutti i giorni, in questo libro si trovano delle vere e proprie chicche, come le partite a Pokemon fra padre e figlio, le bugie innocenti che i genitori raccontano ai figli per divertirsi, anelli fatti con la gabbia dello spumante e così via.
Il livello della scrittura è molto alto anche non considerando che è il primo romanzo dell'autrice.
 In definitiva, anche se ha qualche difetto, promuovo L'occhio del coniglio a pieni voti. Però non è un libro per tutti, devono piacere le cronache familiari e le descrizioni di vita quotidiana.

Se vi interessa lo trovate su Amazon in cartaceo ed e-book, su Lulu e c'è perfino la pagina facebook.

3 commenti:

la donna camel ha detto...

Ma dai, ma che bella rece! Grazie :-*

Clyo Parecchini ha detto...

Che carino, a me le cronache familiari piacciono sempre :-)

Piperita Patty ha detto...

@Donna Camel: grazie a te per aver scritto un bel libro :D

@Clyo: in linea di massima anche a me!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...