lunedì 28 settembre 2015

Japan 3/9/15: Takao, Shimokitazawa & Shinjuku

Oggi scaliamo il monte Takao! Ho deciso di fare una giornata di trekking per compensare il fatto che non abbiamo scalato il Fuji come desiderava la Pelosa Metà, convinti dalle notizie trovate su internet che fosse molto più faticoso di quanto pensavamo.
Ho scelto il monte Takao perché mi era piaciuto molto il post che gli aveva dedicato Rhiannon e perché la Pelosa Metà è interessata a vedere le scimmie e sul monte Takao c'è un parco a loro dedicato.
Prendiamo la linea JR Chuo da Shinjuku fino alla stazione di Takao e poi cambiamo con la linea Keio, per una fermata fino alla stazione di Takao-san Guchi (anche se sarebbe stato più furbo prendere il treno espresso della linea Keio da Shinjuku fino alla stazione di Takao-san Guchi, il capolinea). Ci mettiamo circa un'ora. Da Takao-san Guchi, l’inizio del sentiero è a 5 minuti a piedi.
Ai piedi del monte, per salire, ci sono una funivia che parte ogni 15 minuti (480¥ solo andata, 930¥ andata e ritorno) ed è attiva dalle 8:00 alle 17:45 (orari più lunghi durante il fine settimana e le feste), e una seggiovia (stesso prezzo) attiva dalle 9:00 alle16:30 (fino alle 16:00 da dicembre ad aprile).
Noi decidiamo di salire a piedi, approfittando anche del fatto che non piove. Ci sono sei percorsi di arrampicata, noi scegliamo il primo che è il più facile, tanto che incontriamo vecchietti, donne incinte e bambini delle elementari.
Il percorso fra gli alti alberi dalle radici contorte non è difficile ed è molto bello. Ci sono vari punti di sosta. A circa metà strada incontriamo il Saru-en/Yaso-in (parco delle scimmie e giardino dell’erba selvatica). Facciamo il biglietto (420¥) ed entriamo. E' una tremenda delusione: le circa 60 scimmie giapponesi sono in una gabbia che sembra un po'troppo piccola, isolate dai grandi alberi che si vedono attraverso le pareti di vetro, e sembrano abbacchiate.
I guardiani sono gentili e ci permettono di lanciare loro dei semi di girasole, ma questo non cancella l'impressione penosa.
Anche il giardino dell'erba selvatica, in cui  si possono vedere 500 tipi di erba selvatica non ci dicono molto perché pochissime piante sono fiorite e, nella nostra ignoranza da gente di città, ci sembrano tutte uguali.

Today we climb Mount Takao! I decided to dedicate a day to trekking to compensate for the fact that we didn't climb Mt. Fuji as the Hairy Half wanted, convinced that it was much harder than we thought by the articles found on the internet.
I chose the Mount Takao because I liked the post that Rhiannon wrote about it and because the Hairy Half is interested to see the monkeys and on Mount Takao there is a park dedicated to them.
We take the JR Chuo Line from Shinjuku to Takao station and then change with the Keio Line for one stop and get out at the Takao-san Guchi station (although it would have been smarter to take the Keio Line express train from Shinjuku to Takao-san Guchi station, the terminus). It takes about an hour. The start of the path is a 5 minute walkf rom Takao-san Guchi.
At the foot of the mountain there is a cable car that runs every 15 minutes (one way 480¥, round trip 930¥) and is active from 8:00 to 17:45 (longer hours during weekends and holydays), and a chairlift (same prices) active from 9:00 alle16: 30 (until 16:00 from December to April).
We decide to walk, taking advantage of the fact that it doesn't rain. There are six climbing routes, we choose the first one that is the easiest, so that we meet old people, pregnant women and elementary school children.
The path through the tall trees with twisted roots is not difficult and it's very nice. There are various stopping points. About half way we meet the Saru-en/Yaso-in (monkey park and wild grass garden). We pay the ticket (420¥) and enter. It's a terrible disappointment: thre are about 60 japanese monkeys in a cage that seems a little too small, isolated from the big trees they can see through the transparent walls, and they seem unhappy.
The guardians are kind and allow us to give them sunflower seeds, but this does not erase the painful impression.
Even the wild herb garden, where you can see 500 types of wild grass does not tell us much because very few plants have flowers and, in our city people ignorance, they all look the same to us.

Appena fuori dal parco c'è l'albero più famoso della zona, il Tako-sugi (cedro a polpo): un enorme albero di cedro giapponese così chiamato perché le sue radici assomigliano ai tentacoli di un polpo. Si tratta di un albero sacro venerato come una divinità ed è menzionato in una leggenda legata ad un Tengu.
Devo dire che dopo aver visto gli splendidi alberi dalle radici contorte che fiancheggiano il sentiero mi aspettavo di più, quelle del Tako-sugi a confronto sono relativamente piccole.
Poco dopo il cedro polpo, il sentiero si biforca. Il sentiero di sinistra è più ripido, con un sacco di scale, il sentiero a destra è una salita più lunga ma più graduale. Entrambi portano allo stesso punto, quindi noi da bravi scansafatiche scegliamo il sentiero più facile.

Just outside the park there is the most famous tree in the area, the Tako-sugi (Cedar octopus): a huge japanese cedar tree so named because its roots look like the tentacles of an octopus. It is a sacred tree revered as a deity and is mentioned in a story relating to a Tengu.
I must say that after seeing the beautiful trees with twisted roots that line the path I expected more, those of Tako-sugi are relatively small in comparison.
Shortly after the octopus cedar, the path forks. The left trail is steeper, with lots of stairs, the right path is a longer but gradual climb. Both lead to the same place, so like good slackers we choose the easiest path.

E per fortuna, alla fine del sentiero ci sono comunque tantissime scale che portano al Yakuo-in, il tempio buddista simbolo di questa montagna. E' dedicato al Tengu, uno spirito che si dice risieda in montagna o nei boschi e che presenta caratteristiche sia buddiste sia shintoiste. Di solito ha la faccia rossa e un lungo naso, indossa takageta (zoccoli di legno alti), e si dice abbia poteri soprannaturali  e sia in grado di volare come un uccello.
Lo Yakuo-in è molto più esteso di quanto ci aspettiamo, visto che è composto da vari edifici anche piuttosto lontani fra loro, tutti molto belli e riccamente decorati con rilievi colorati. Riusciamo anche ad intravedere una cerimonia buddista.

And we are glad we did, as at the end of the path there are still lots of stairs to get to the Yakuo-in, the Buddhist temple symbol of this mountain. It's dedicated to the Tengu, a spirit which is said to reside in the mountains or in the woods and that has both Buddhist both Shinto characteristics. It usually has a red face and a long nose, wears takageta (high wooden clogs), and is said to have supernatural powers and the ability to fly like a bird.
The Yakuo-in is much more extensive than we expect, since it is comprised of several buildings also quite far from each other, all very beautiful and richly decorated with colored reliefs. We can also see a Buddhist ceremony.

Finalmente, proprio all'ora di pranzo (avevamo previsto circa 2 ore di camminata e per una volta ci abbiamo azzeccato), arriviamo al vertice del monte è 599 m sul livello del mare.
C'è un centro visitatori dove si può studiare la natura che popola la montagna, ma noi lo ignoriamo in favore dello splendido panorama. Nelle giornate limpide da qui si può vedere il monte Fuji. Ovviamente oggi è nuvolosissimo.
Ci siamo portati il pranzo al sacco preoccupandoci che i ristoranti sulla cima avessero prezzi terrificanti, in realtà è stata una precauzione inutile, intravvedo un posto che vende oden (vari ingredienti cotti in un brodo dolciastro) a 500¥, un prezzo più che accettabile.
Ci sediamo su di una panchina, vicino ad un cartello "attenzione ai calabroni". Infatti, quando apro il succo d'arancia, un calabrone inizia a inseguirmi perché vuole entrare nel cartone a tutti i costi. Per liberarcene dobbiamo cambiare altre due panchine. Finalmente riusciamo a mangiare i nostri onigiri in pace.

Finally, just at lunchtime (we predicted about 2 hours of walking and for once we guessed right), we arrive at the summit of the mountain that is 599 m above sea level.
There is a visitor center where you can study the nature that inhabits the mountain, but we ignore it in favor of the splendid view. On clear days, from here you can see Mount Fuji. Obviously today is super cloudy.
We brought a picnic lunch worrying that the restaurants on the top had terrifying prices, but actually  it was an unnecessary precaution, I see a place that sells oden (various ingredients cooked in a sweet broth) for 500¥, a more than acceptable price.
We sit on a bench, next to a sign "attention to the hornets". In fact, when I open the orange juice, a hornet starts chasing me because it wants to enter into the package at all costs. To get rid of it we have to change two other benches. Finally we can eat our onigiri in peace.

Torniamo lungo il percorso 4, attirati dal fatto che passi attraverso un ponte sospeso. Ci rendiamo immediatamente conto che è più difficile del percorso 1, è molto più stretto e ripido, non è lastricato ed è intersecato da radici. In più è piuttosto fangoso e si rischia di scivolare. Inizia a piovere e ci preoccupiamo, ma riusciamo ad arrivare senza problemi al ponte sospeso, che in realtà non è niente di speciale. Incrociando qualche fungo gigante, finalmente ci riuniamo al sentiero 1 e il resto della discesa è molto facile.

We return along path 4, attracted by the fact that it passes through a suspension bridge. We immediately realize that it is more difficult than path 1, it is very narrow and steep, not paved, and is crisscrossed by roots. In addition it is rather muddy and we risk slipping. It starts to rain and we get worried, but we get without problems to the suspension bridge, which to tell the truth isn't anything special. Crossing some giant mushroom, finally we meet Path 1 and the rest of the descent is very easy.

Dalla stazione di Takao-san Guchi andiamo a Shimokitazawa, poco lontano da Shibuya, un quartiere famoso per la sua atmosfera hippie, con negozi dell’usato e tanti musicisti di strada. In realtà, anche se l'atmosfera è rilassata e ci sono parecchi localini e caffè, di davvero hippie ci sono solo i negozi dell'usato che vendono capi discutibili come le magliette tie-dye. Trovo Ragla Magla, un posto che vende vestiti usati a 990¥, ma la selezione non mi convince e trovo anche capi macchiati.
Mi piacciono molto di più i negozi che vendono cose nuove, ma i prezzi sono decisamente meno alla mia portata.

From Takao-san Guchi station we go to Shimokitazawa, not far from Shibuya, a neighborhood known for its hippie vibe, with many shops, and street musicians. In fact, although the atmosphere is relaxed and there are several cafes, but the only really hippie things are the thrift stores selling questionable clothes as tie-dye T-shirts. I find Ragla Magla, a place that sells used clothes for 990¥, but the selection does not convince me and I also find stained clothes.
I prefer the stores that sell new stuff, but the prices are much less affordable.

Proseguo con il secondo negozio del quartiere che mi interessa di più, Grand Bazaar, che vende abiti usati di grandi marche come Ne-nét (sbavo su di un paio di pezzi, ma tristemente rinuncio a comprarli perché so che la forma non mi starebbe bene), ma anche di marche lolita e otome come Emily Temple Cute, Metamorphose, Angelic Pretty, Victorian Maiden e molto altro. In questa seconda sezione ci sono cose splendide, ma quelle che costano meno sono banali e quelle che mi piacciono di più costano troppo (e in fin dei conti non so se le metterei). Mi limito ad ammirare e finalmente toccare abiti su cui prima potevo solo sbavare su internet (suona un po' da maniaca... e lo è).

I continue with the second store of the neighborhood that interests me the most, Grand Bazaar, which sells used clothes of big brands such as Ne-Net (I drool on a few pieces, but sadly I give up buying them because I know their shape wouldn't look good on me), but alsoof  lolita and otome brands as Emily Temple Cute, Metamorphose, Angelic Pretty, Victorian Maiden and more. In this second section there are wonderful things, but those that cost less are banal and the ones I like most are too expensive (and in the end I do not know if I would have worn them). I just admire and finally touch the clothes on which I could only drool over Internet before (it sounds a bit crazy... and it is).

Per cena decidiamo di andare a Shibuya allo Shokudo, un ristorante raccomandato dalla Lonley Planet. Ovviamente ci perdiamo, ma in nostro soccorso arrivano una mamma e una bambina gentilissime, che vedendoci in difficoltà decidono addirittura di accompagnarci fino allo Shibuya Hikarie, il centro commerciale super chic di recente costruzione in cui si trova il ristorante.
Fuori dal locale non c'è nessun menù e non si riesce a capire quanto costi e cosa si mangi davvero, ma siamo attirati dalla descrizione secondo cui ha menù ispirati ai piatti tipici di tutte le prefetture del Giappone e i prezzi indicati sulla guida sono piuttosto bassi. Decidiamo di fidarci e ci mettiamo in fila sedendoci sulle sedie disposte per questo scopo. Prima del ristorante vero e proprio c'è una sorta di negozietto che vende prodotti tipici (serviti anche in menù) piuttosto costosi.

For dinner we decided to go to Shibuya at Shokudo, a restaurant recommended by the Lonely Planet. Obviously we get lost, but a very kind mother and little girl, seeing us in trouble, come to our rescue, and even decide to accompany us up at Shibuya Hikarie, the super chic newly built mall where the restaurant is located.
Outside the room there is no menu and we can not figure out what it costs and what you can really eat, but we are drawn from the description that says that it has set inspired by traditional dishes from all prefectures of Japan and the prices indicated on the guide are quite low. We decide to trust it and get in the line by sitting on the chairs arranged for this purpose. Before the actual restaurant there is a sort of shop that sells rather expensive local products (also served on the menu).

Lo Shokudo ha mobilio e illuminazioni moderne, ma riesce a creare un'atmosfera accogliente tramite l'uso di materiali come legno e cartone. Veniamo fatti accomodare ad una sorta di bancone di fronte alla vetrata che costituisce una parete del ristorante. La vista sui grattacieli è uno spettacolo, vale la pena di essere venuti qui anche solo per questo.
Per fortuna, al contrario di quanto dice la Lonley, il menù in inglese c'è. Io scelgo il set di Nagasaki, costituito da aji frai (sgombro impanato e fritto), di cui uno da mangiare con sale e limone e l'altro con salsa tartara fatta in casa, igisu tofu, una sorta di gelatina di verdure, riso e zuppa di miso.
La Pelosa Metà sceglie il set di Okinawa che comprende rafthy (carne di costine di maiale stufata in awamori, un alcolico tipico di Okinawa, e zucchero di canna), ixeris condito con tofu, sesamo e miso bianco, papaya sottaceto con miso, insalata di alghe mozuku con aceto, zuppa di miso con lattuga di mare Aosa e riso.
Entrambi sono qualcosa di spettacolare. Non ho mai assaggiato una salsa tartara così buona in vita mia, e dire che di solito non mi piace, e il maiale si scioglie in bocca.
Ce la caviamo con 1520¥ a testa, circa 11€, una cifra veramente ridicola per un pasto di questo livello con una vista spettacolare.

Shokudo has modern furniture and lighting, but manages to create a welcoming atmosphere through the use of materials such as wood and cardboard. We are said to sit down at a kind of counter in front of the glass wall that delimits the restaurant. The views on the skyscrapers is breathtaking, it's worth coming here just for this.
Fortunately, contrary to what the Lonely says, there is an English menu. I choose the Nagasaki set, consisting of frai aji (breaded and fried mackerel), one to eat with salt and lemon and the other with homemade tartar sauce, igisu tofu, a kind of vegetables jelly, rice and miso soup.
The Hairy Half chooses the Okinawa set that includes rafthy (pork ribs meat stewed in awamori, a typical okinawan alcoholic, and sugar cane), ixeris topped with tofu, miso and white sesame, papaya pickled with miso, Mozuku seaweed salad with vinegar, miso soup with Aosa sea lettuce and rice.
Both are something spectacular. I have never tasted a tartar sauce so good in my life, and usually I don't even lik it, and the pork melts in our mouth.
We manage to spend around 1,520¥ each, about 11€, a really ridiculous price for a meal of this level with a spectacular view.

4 commenti:

Ciccola ha detto...

Mi devo segnare questo ristorante a Shibuya, avete speso pochissimo!
Che peccato per le scimmie del monte Takao, non immaginavo che le tenessero in gabbia.

Chiave ha detto...

diciamo che per un eventuale viaggio in Giappone ho inserito nel budget la voce shopping di vestiti!

ApartmentCat ha detto...

I'm enjoying reading about your amazing adventure! I love Emily Temple Cute too, so I'd probably be drooling. ahahha ^u^

Piperita Patty ha detto...

@Ciccola: poi si mangiava benissimo e i piatti regionali erano davvero interessanti!

@Chiave: diciamo che io oltre ad averlo fatto sono partita con la valigia più vuota possibile ^^'

@Cat: thank you! I was really really tempted to buy an ETC something, the prints were so beautiful! But they still costed too much...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...