mercoledì 23 settembre 2015

Japan, 1/9/15: Kamakura

Il terzo giorno ci aspetta già la nostra prima gita fuori città: Kamakura! A questa città è legata la leggendaria faida fra tra due grandi clan guerrieri, i Minamoto (Genji) e i Taira (Heike): infatti Minamoto Yoritomo, quando sconfisse il clan rivale e diventò shogun nel 1192, scelse Kamakura come sua base perché la sua posizione geografica rendeva semplice difenderla. Così per circa 150 anni questa città fu la capitale dello shogunato.
Oggi a Kamakura rimangono moltissimi templi e monumenti interessanti da vedere.
Per visitarla facciamo l'Enoshima Kamakura Pass della JR, che al prezzo di 700¥ offre andata e ritorno da Tokyo e uso illimitato dei treni Enoden.
Prendiamo il treno da Shinjuku e dopo circa un'ora arriviamo ad Hase (la zona dei templi si estende oltre la città di Kamakura vera e propria). In stazione trovo un negozio tutto a 100¥ e non resisto a qualche acquisto: dei senbei (anche se ne avevo comprati di più lussuosi il giorno prima), delle infradito dall'aria giapponese, ma che sembrano essere molto più comode delle vere scarpe giapponesi, due washi tape, ma soprattutto dei geniali calzini a forma di Fuji!

On the third day we already have our first trip out of the city: Kamakura! This city it is linked to the legendary feud between between two major warrior clans, Minamoto (Genji) and Taira (Heike): in fact Minamoto Yoritomo, when he defeated the rival clan and became shogun in 1192, chose Kamakura as his base because of its geographical location that made it easy to defend. So for about 150 years this city was the capital of the shogunate.
Today in Kamakura there are many temples and monuments to see.
To make the visit we buy the Enoshima Kamakura JR Pass, that with at a price of 700¥ offers a round trip from Tokyo and the unlimited use of Enoden trains.
We take the train from Shinjuku and about an hour later arrive at Hase (the temple area extends beyond the city of Kamakura itself). At the station I find a 100¥ shop around and can not resist a few purchases: senbei (although I had bought more luxurious one the day before), japanese looking flip-flops, that seem much more comfortable than real Japanese shoes, two washi tapes, and above all brilliant Fuji shaped socks!

Temendo che le mie scarpe incollate di fresco mi abbandonassero ho messo le scarpe di tela, per cui, ovviamente, inizia a diluviare appena mettiamo piede fuori dalla stazione.
Come se non bastasse iniziamo subito a perderci e, pensando di andare al tempio Hasedera, finiamo al Kosokuji, un tempio della setta buddista Nichiren. Quando ci arriviamo e troviamo un tempio piuttosto piccolo e completamente deserto, anche se abbiamo capito subito che non eravamo dove avremmo dovuto essere, siamo rimasti incantati dal giardino e soprattutto dalle ninfee.

Fearing that my freshly glued shoes may abandon me I wore canvas shoes, so, of course, it starts to rain as soon as we step out of the station.
Plus we start to get lost and thinking we are going to Hasedera temple, we end up at Kosokuji, a temple of the Nichiren Buddhist sect. When we got there and find a rather small and completely deserted temple, although we quickly realized that we were not where we should be, we were delighted by the garden and especially by the water lilies.

Per fortuna subito dopo siamo riusciti a ritrovare la strada per l'Hasesera (ingresso 300¥), un tempio molto grande e molto bello, famoso soprattutto per una statua in legno di Kannon realizzata in legno di canfora e decorata in oro. Secondo la leggenda, è stata scolpita nell’VIII secolo da un monaco di nome Tokudo, che utilizzò un albero di canfora così grande da poter fare ben due sculture. La statua realizzata scolpendo la parte inferiore del tronco finì nel tempio Hasedera a Nara, mentre la statua realizzata con la parte superiore del tronco lasciata andare alla deriva in mare, in modo che potesse trovare da sola il posto con il quale aveva un legame spirituale. Quindici anni dopo, nel 736, la statua approdò sulla spiaggia di Nagainon lontano da Kamakura, emettendo dei raggi luminosi.
In effetti bellissima, ma non si può fotografare.
Un'altra caratteristica impressionante del tempio è la caverna dedicata a Benten, dea della fortuna, disseminata di statuette votive.

Fortunately, we soon managed to find our way back to the Hasesera (entry ¥ 300), a very large and very nice temple, famous for a wooden statue of Kannon made of camphor wood and decorated in gold. According to legend, it was carved in the eighth century by a monk named Tokudo, who used a camphor tree so big that he made two sculptures out of it. The statue made by carving the bottom of the trunk ended in Hasedera temple in Nara, while the statue made with the upper part was left to drift on the sea, so that it could find on her own the place with which it had a spiritual bond. Fifteen years later, in 736, the statue landed on the beach of Nagai, not far from Kamakura, emitting light rays.
It's beautiful indeed, but it can not be photographed.
Another impressive feature of the temple is the cave dedicated to Benten, the goddess of fortune, scattered with votive statues.

Dopo aver visitato l'Hasedera raggiungiamo senza ulteriori problemi l'attrazione principale di Kamakura (ingresso 200¥), il Daibutsu (Grande Buddha), che è la seconda statua di Buddha più grande del Giappone. Si dice che sia stata ispirata dalla visita di Yoritomo a Nara, dove si trova la più grande statua di Buddha del Giappone. Anche se quella di Kamakura è più piccola di quello di Nara, viene riconosciuta come artisticamente superiore.
 Un tempo la statua era ospitata in una grande sala, che però è stata spazzata via da uno tsunami nel 1495 lasciandola all'aperto.
 
After visiting Hasedera we reach with no further problems the main attraction of Kamakura (admission ¥ 200), the Daibutsu (Great Buddha), which is the second largest Buddha statue in Japan. It is said to have been inspired by the visit of Yoritomo to Nara, where is the largest Buddha statue in Japan. Even if the Kamakura one is smaller than the Nara one, this one is recognized as artistically superior.
 Once the statue was housed in a large room, but it was swept away by a tsunami in 1495, leaving it at the open air.

Riprendiamo il treno per avvicinarci alla zona di templi successiva e scendiamo a Kamakura. Visto che è già tardi decidiamo di mangiare al volo. Ad un combini prendiamo due varianti giapponesi del classico nikuman, il panino ripieno di carne di maiale di origine cinese: il pizzaman, ripieno di pomodoro e mozzarella (che nonostante le premesse non sa molto di pizza perché il pomodoro è speziato) e il cheeseman, ripieno di formaggio morbido. Non male, ma continuiamo a preferire il nikuman!

We take the train to approach another ​​temples area and get off in Kamakura. Since it is already late we decide to eat on the fly. At a combini take two variants of the classic Japanese nikuman, the pork filled bun that originated in China: pizzaman, stuffed with tomato and mozzarella (that despite it doesn't taste much of pizza because the tomato is spicy) and cheeseman, stuffed with soft cheese. Not bad, but we continue to prefer nikuman!

L'esplorazione di Kamakura va malissimo, ci perdiamo praticamente da subito. Arriviamo al Tsurugaoka Hachimangu, il principale santuario scintoista di Kamakura quasi per caso. Quello che ci colpisce di più è il laghetto Gempei (il nome deriva dai kanji di Genji ed Heike), diviso da ponti, per simboleggiare la frattura tra i clan.

The exploration of Kamakura goes badly, we almost immediately get lost. We arrive at the Tsurugaoka Hachimangu, Kamakura's main Shinto shrine, almost by accident. What strikes us most is the Gempei pond (the name comes from the kanji of Genji and Heike), divided by bridges to symbolize the feud between the clans.

Superiamo le vie dello shopping e camminiamo per quello che ci sembra un sacco di tempo, finché, per l'indicazione sbagliata di un poliziotto, finiamo all'Ennoji, un tempio dedicato al re dell'inferno buddista Emmau. Ero molto affezionata al tempio di Emmau a Kyoto in cui c'era la tomba della famosa scrittrice Murasaki Shikibu, quindi anche se era piccolo mi è piaciuto molto.
Chiediamo indicazioni per il tempio successivo all'anziano bigliettaio, che è gentilissimo e ci regala una cartina molto più dettagliata della nostra.
Così arriviamo al Kenchoji (ingresso 300¥), un tempio grande e molto bello di cui apprezzo particolarmente il giardino zen perché per vederlo devo togliermi le scarpe fradice e i miei piedi trovano qualche istante di sollievo.

We pass the shopping streets and walk for what seems a long time, until, by the misdirection of a police officer, we end up at Ennoji, a temple dedicated to the king of Buddhist hell, Emmau. I was very fond of Emmau temple in Kyoto where there was the tomb of the famous writer Murasaki Shikibu, so even though it was small I really liked it.
We ask the elderly ticket clerk for directions to the next temple, and he is really kind and gives us a map much more detailed than ours.
So we arrive at Kenchoji (entrance 300¥), a large and very beautiful temple of which I particularly appreciate the Zen garden it because I have to take off my soaked shoes to visit it and my feet get a few moments of relief.

Riusciamo a visitare anche il famosissimo Enkakuji (ingresso 300¥), un tempio che comprende moltissimi edifici. Purtroppo una parte del complesso è inaccessibile a causa di lavori.
In tutti i templi troviamo cartelli che mettono in guardia contro gli enormi corvi giapponesi, che a quanto pare oltre che inquietanti sono ferocissimi.
Ormai ci sono pochissimi visitatori, siamo vicini all'ora di chiusura. Ci rendiamo conto che non riusciremo a vedere il Tokeiji, così iniziamo la lunga marcia verso la stazione.
Percorriamo la via lungo i binari fiancheggiata da case basse che danno un'aria di campagna, incrociando tantissimi ragazzi in divisa che tornano a casa.

We also manage to visit the famous Enkakuji (admission 300¥), a temple which includes many buildings. Sadly, part of the complex is inaccessible due to restoration works.
In every temple there are signs that warn about the enormous Japanese crows, which apparently aren't only big but ferocious too.
There are few visitors, we are close to closing time. We realize that we won't manage to visit Tokeiji, so we begin the long march towards the station.
We follow the path along the tracks, lined with low houses that give a countryside feel, coming across many students in uniform returning home.

Nella via dello shopping trovo già chiuso il negozio di senbei dai sapori strani in cui volevo fare acquisti, così, convinta dalla Pelosa Metà, ripiego a caso su di un altro e compro dei mini senbei al formaggio, al wasabi, al gambero, al riccio e alle uova di merluzzo piccanti (che è uno dei sapori giapponesi che preferisco).

In the shopping street the strange flavors senbei shop I wanted to visit was already closeed, so, convinced by my Hairy Half, I randomly choose another and buy cheese, wasabi, shrimp, sea urchin, and spicy cod roe (which is one of my favorite Japanese flavors) flavoured mini senbei.

Quando arriviamo a Tokyo siamo così stanchi che compriamo di nuovo la cena al combini per poi mangiarla in albergo dopo una bella doccia.
Io scelgo un cup noodles che contiene kitsune udon, cioè udon con tofu fritto dal sapore dolciastro, che mi piacciono molto. Prendo anche i miei adorati kaki no tane, degli snack di riso giapponesi simili ai senbei, aromatizzati al mentaiko (uova di merluzzo piccanti) e allo yuzu (una sorta di mandarino giapponese). Io e la Pelosa Metà ci dividiamo anche una confezione di ciambelle che non si rivelano niente di che.
Dopo cena crolliamo esausti.

When we arrive in Tokyo we are so tired that we buy dinner in a combini again to eat it at the hotel after a nice shower.
I choose a cup noodles that contains kitsune udon, udon with sweet fried tofu, which I really like. I also bought mentaiko (spicy cod roe) and yuzu (a sort of Japanese tangerine) flavored khaki no tane, japanese rice snacks similar to senbei that I really like. The Hairy Half and I divide eat also a box of donuts that aren't particularly good or bad.
After dinner we collapse from exhaustion.

4 commenti:

Marco Grande Arbitro ha detto...

E' sempre molto bello il Giappone!

Piperita Patty ha detto...

C'è di tutto per tutti i gusti!

Ciccola ha detto...

Kamakura è stupenda, è uno di quei posti dove mi piacerebbe tornare (e magari starci anche una notte). Quindi non siete riusciti a vedere anche Enoshima?

Piperita Patty ha detto...

@Ciccola: purtroppo no, anche se abbiamo visto tanti bei posti, fra la pioggia battente e il fatto che ci siamo persi mille volte, a fine giornata non avevamo né il tempo né la forza di visitare altro.

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