martedì 8 settembre 2015

Mansfield Park (Jane Austen)

"Mansfield Park" è un romanzo di Jane Austen del 1814, che come gli altri dell'autrice è stato adattato sia per il cinema sia per il teatro.
Inizia con tre sorelle di cui la prima fa un ottimo matrimonio con un uomo molto ricco, la seconda un matrimonio discreto e la terza uno pessimo che la spinge a rompere i contatti con le prime due. Quando però la terza sorella si trova in difficoltà per la sua cattiva condizione economica e per i troppi figli, si decide a chiedere aiuto alle altre. La sorella ricca, su consiglio della seconda sorella, decide di aiutarla accogliendo in casa la maggiore delle sue figlie e accollandosi le spese del suo mantenimento e della sua educazione. Così Fanny Price, una bambina di nove anni non particolarmente bella né robusta, arriva a Mansfield Park, la residenza dei ricchi zii. Per lei il cambiamento è molto duro finché il cugino Edward decide di prenderla sotto la sua ala protettrice. Fanny nella casa degli zii viene sempre trattata con minor riguardo rispetto ai cugini, ma comunque riesce ad ambientarsi, finché, quando ha diciotto anni, gli equilibri familiari non vengono sconvolti dall'arrivo dei fratelli Crawford, una giovane donna e un uomo estremamente affascinanti.
Di tutti i romanzi della Austen questo è quello che mi è piaciuto meno perché l'ho trovato meno spiritoso di tanti altri e più smaccatamente moralista.
Fanny è una sorta di Cenerentola, ma è anche bigotta, debole, passiva e sempre terrorizzata dal mondo. Rispetto ad Anna di Persuasione, che pure ho trovato troppo debole, ha la scusa della giovinezza, ma, anche se è un personaggio realistico per via della sua particolare situazione di debito nei confronti degli zii, non riesce a starmi simpatica. Il tocco di vivacità maggiore nel romanzo viene dai personaggi negativi, mentre gli altri sono ben delineati, ma, a parte la zia taccagna, mancano di quel tocco umoristico che rende indimenticabili altri romanzi dell'autrice.  Perfino il protagonista maschile è rigido e freddo.
In generale il difetto maggiore del romanzo è la carenza di umorismo, c'è troppo prendersi sul serio perché possa risultare davvero divertente oltre che educativo (e considerando quanta importanza viene data al lato educativo dei romanzi ai giorni nostri e quanto sia cambiata la morale attuale, non è certo un vantaggio). Inoltre la prima parte secondo me è troppo lunga e lenta rispetto alla seconda che invece è ricca di avvenimenti. Sul finale avrei preferito che certi cambiamenti di sentimenti fossero trattati più approfonditamente, come per Marianne in "Sense and Sensibility", invece la conclusione è piuttosto veloce.
In definitiva lo sconsiglio come primo romanzo dell'autrice e in generale, anche se come sempre è molto ben scritto, non lo consiglio particolarmente se non a chi come me volesse leggere tutti i romanzi della Austen.

"Mansfield Park" is a 1814 novel by Jane Austen, which like the others by the author has been adapted for cinema and for tv.
It starts with three sisters, of which the first scores a great marriage with a wealthy man, the second a medium level marriage and the third a bad one that pushes her to cut the ties with the first two. But the third sister has more and more problems for her poor economic condition and for the too many children, and decides to seek help from the others. The rich sister, on advice of the second sister, decides to help her welcoming in her home the eldest daughters of the poor sister and assuming the costs of her maintenance and education. So Fanny Price, a not particularly beautiful or strong nine year old girl, arrives to Mansfield Park, the residence of her rich uncles. For her, the change is very hard until her cousin Edward decides to take her under his wing. Fanny in the house of her uncles is always treated with less respect than her cousins, but still manages to settle, until, when she is eighteen, the family balance upset by the arrival of theextremely fascinating Crawford brothers, a  young woman and a man.
Of all Austen's novels, this is the one I liked least because I found it less witty than many others and more overtly moralistic.
Fanny is a kind of Cinderella, but also sanctimonious, weak, passive and always terrified by the world. Compared with Anne of Persuasion, although I found both too weak, she has the excuse of youth, but, although she is a realistic character because of her special situation of debt towards her uncles, she failed to gain my fondness. The fresher feel of the novel comes from the negative characters, while the others are well defined, but, apart from a stingy Aunt, lack that touch of humor that makes unforgettable other novels by the author. Even the male lead is severe and aloof.
In general, the major flaw of the novel is the lack of humor, it takes itself too seriously to be really fun as well as educational (and considering how much importance is given to the educational side of  novels in present days and how much morality has changed, it is certainly not an advantage). In addition, in my opinion the first part is too long and slow compared to the second which instead is quite eventful. About the ending, as for Marianne in "Sense and Sensibility", I would have preferred that certain changes in the feelings of te character were depicted in detail, however the conclusion is pretty fast.
Ultimately I do not recommend it as the first novel of the author to read and in general, although as always is very well written, I would not recommend it especially, if not to people who, like me, want to read all Jane Austen's novels.

2 commenti:

crippe90 ha detto...

non l'ho mai letto questo di Jane Austen e visto che dici così non credo che lo leggerò molto presto..

Piperita Patty ha detto...

Se te ne mancano altri, secondo me non vale la pena di puntare su questo.

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