martedì 16 febbraio 2016

Weekend a Praga: Sabato/Weekend in Prague: Saturday

Il sabato del nostro weekend a Praga abbiamo preso la metropolitana fino alla stazione di Malostranská, da cui abbiamo salito la Vecchia Scalinata del Castello (Staré zámecké schody). Non era molto ripida, ma abbastanza lunga. Arrivati in cima, però, ci siamo gustati un panorama spettacolare dalla terrazza. Prima di entrare all'interno delle mura del castello vero e proprio, due militari hanno controllato le nostre borse e ci hanno passato addosso il metal detector.
Una volta dentro abbiamo comprato il biglietto per visitare le maggiori attrazioni, prendendo quello più completo da 350 Kč (circa 13€) che comprendeva il Vecchio Palazzo Reale, l'esposizione 'La storia del Castello di Praga', la Basilica di San Giorgio, il Monastero di San Giorgio con la Galleria Nazionale, il Vicolo d'oro e la Torre di Dalibor, la Pinacoteca del Castello di Praga, la Torre delle Polveri, e la vigna di San Venceslao. 

On the Saturday of our weekend in Prague we took the metro to Malostranská station, from where we climbed the Old Castle Staircase (Stare zámecké schody). It was not very steep, but long enough. Once at the top, though, we enjoyed a spectacular view from the terrace. Before entering within the walls of the castle itself, two soldiers checked our bags and passed a metal detector on us.
Once inside we bought a ticket to visit the major attractions, taking the most complete one for 350 Kč (about 13€), which included the Old Royal Palace, the exhibition 'The Story of Prague Castle', the Basilica of St. George, the Monastery of St. George with the National Gallery, the golden Lane and Daliborka Tower, the Prague Castle Art Gallery, the Powder Tower, and St. Wenceslas vineyard.

Visto che era vicino all'entrata, siamo subito entrati a visitare la parte dotata di tornelli che comprendeva il Vicolo d'Oro (Zlatá ulička u Daliborky) e la torre di Dalibor (Daliborka) 
Il Vicolo d'Oro è una stradina famosissima caratterizzata dalle sue casette minuscole e coloratissime, costruite a fine XVI secolo per ospitare le guardie dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo e le loro famiglie. Il nome però deriva dal fatto che  in seguito fu abitata da orafi. Secondo una leggenda sarebbero vissuti qui anche degli alchimisti al servizio di Rodolfo II d'Asburgo. Storicamente hanno abitato lì Franz Kafka e Jaroslav Seifert. Nel 1956 la via è stata trasformata in un museo e successivamente restaurata.
Oggi nelle casette si trovano negozietti e minusculi musei. Noi siamo andati subito da Manufaktura, un negozio di prodotti da bagno naturali, dove abbiamo comprato dei bagnoschiuma alla birra, dimenticandoci stupidamente che non avrebbero passato i controlli del bagaglio a mano.
Appena fuori dal negozio un poliziotto ci ha intimato di uscire dal castello. Le guardie stavano evacuando tutti i turisti "per questioni di sicurezza". Non abbiamo capito cosa stesse succedendo davvero, ma non sembrava una vera e propria emergenza, quindi prima di uscire ci siamo fermati a dare un'occhiata alla vicina torre di Dalibor. Si tratta di una prigione che prende il nome dal primo prigioniero, Dalibor da Kozojedy. Si dice che in prigione avesse imparato a suonare benissimo il violino e che la gente avesse capito che era stato giustiziato non sentendolo più suonare. In realtà "suonare il violino" è una metafora decisamente poetica per descrivere le urla di Dalibor mentre veniva torturato.
A posteriori abbiamo fatto benissimo a visitare la torre perché abbiamo scoperto che una volta usciti dai tornelli non ci si poteva più rientrare con lo stesso biglietto.

As it was near the entrance, we immediately went to visit the part closed by turnstiles which included the Golden Lane (Zlatá ulička u Daliborky) and the Dalibor Tower (Daliborka).
The Golden Lane is a famous street characterized by its tiny and colorful houses, built at the end of the sixteenth century to house the guards of the emperor Rudolf II and their families. The name however comes from the fact that it was later inhabited by goldsmiths. According to a legend here also the alchemists at the service of Rudolf II. Historically there lived Franz Kafka and Jaroslav Seifert. In 1956 the street was transformed into a museum and later restored.
Today in the housed are hosted tiny shops and museums. We went right away at Manufaktura, a store of natural bath products, where we bought some beer shower gel, foolishly forgetting that they would not pass the hand luggage controls.
Just outside the store a police officer ordered us to leave the castle. The guards were evacuating all the tourists "for security reasons". We did not understand what was really going on, but it did not seem like a real emergency, so before leaving we stopped to take a look at the near Dalibor tower. It was a prison named after the first prisoner, Dalibor from Kozojedy. It is said that in prison he learned to play the violin very well and that people understood that he had been executed not hearing his music anymore. The truth is that to "play the violin" was a decidedly poetic metaphor to describe the screams of Dalibor while he was being tortured.
In retrospect, to visit the tower was a good idea because we discovered that once out of the turnstiles it was forbidden to re-enter with the same ticket.

L'essere buttati fuori dal castello ci ha scombinato tutti i piani, che erano fittissimi per fare stare i principali monumenti in due giorni di visita, tenendo conto che i musei del quartiere ebraico di sabato sono chiusi.
Mentre decidevamo cosa fare, abbiamo sceso la scalinata, che nel frattempo si era popolata di artisti di strada e ci siamo diretti all'isola di Kampa, un'isola separata dal quartiere di Malá Strana da un canale artificiale scavato per alimentare dei mulini ad acqua. Superato un mercatino alimentare vicino al Ponte Carlo, l'unica cosa interessante che abbiamo visto però sono state le inquietanti sculture di David Černý, "Bronze Babies", degli enormi neonati di bronzo con le facce incavate.

To be thrown out of the castle upset all our plans, which were really packed to get to visit all the main monuments in our two-day stay, taking into account that on saturday the Jewish museums were closed.
While we decided what to do, we wandered down the stairs, that by then filled up with street artists, an headed to Kampa Island, an island separated from Malá Strana by an artificial canal dug to power water mills. Passed a food market near the Charles Bridge, the only interesting thing we saw were the disquieting sculptures by David Cerny, "Bronze Babies", huge bronze toddlers with sunken faces.

Così abbiamo deciso di proseguire verso la  Città Vecchia attraversando il Ponte Carlo, un ponte gotico in pietra con due torri alle estremità e costellato di statue barocche aggiunte posteriormente (adesso molte sono delle copie e gli originali si trovano al Lapidarium).
L'abbiamo trovato pieno di turisti e bancarelle e ammetto che più della struttura in sé mi è piaciuto il panorama. La statua che mi ha colpito di più è stata quella della crocefissione con una scritta dorata in ebraico, fatta fare per punizione ad un ebreo per punirlo di un atto considerato sacrilego nei confronti del cristianesimo.
Arrivati nella Città Vecchia siamo passati davanti ad una serie di bellissimi edifici, fra cui il palazzo Clam-Gallas, un edificio tardo barocco costruito nel primo quarto del 1700.

So we decided to go towards the Old Town through the Charles Bridge, a gothic stone bridge with two towers at the ends, dotted with baroque statues added later (now many are copies and the originals are at the Lapidarium).
We found it full of tourists and stalls and I admit that more than the bridge itself I liked the view. The statue that struck me the most was that of the crucifixion with a golden inscription in Hebrew, that was commissioned by a jew man as a punishment for an act considered sacrilege against Christianity.
We arrived in the Old City and passed a series of beautiful buildings, including the Clam-Gallas Palace, a late baroque building built in the first quarter of 1700.

Ci siamo diretti verso Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí), il cuore di questa parte della città, piena zeppa di edifici storici bellissimi e interessanti: la Chiesa di San Nicola, Palazzo Kinský, il Municipio della Città Vecchia con il suo famoso orologio astronomico, la Chiesa di Santa Maria di Týn, oltre ad una serie di case romaniche e gotiche decorate in maniera caratteristica.
Abbiamo visitato subito la chiesa barocca di San Nicola. In contrasto con l'esterno abbastanza sobrio, all'interno era riccamente affrescata e decorata con statue e decorazioni in marmo e cornici in stucco dorato. La cosa più interessante però era il gioco di luci che faceva brillare il lampadario di cristallo di Boemia, regalato dello zar Nicola II di Russia nel periodo in cui l'edificio era di proprietà della Chiesa ortodossa russa. Anche l'organo, ornato da statue di angeli e drappeggi intagliati era molto bello.
Attualmente la chiesa è luogo di culto per la Chiesa hussita cecoslovacca, ma ospita quasi tutti i giorni anche concerti di musica rinascimentale, barocca e classica.

We headed to Old Town Square (Staroměstské náměstí), the heart of this part of the city, filled with beautiful and interesting historical buildings: the Church of St. Nicholas, Kinský Palace, the Old Town Hall with its famous astronomical clock, the Church of Our Lady before Tyn, as well as a number of Romanesque and Gothic houses decorated in an original style.
We visited the baroque church of St. Nicholas. In contrast to the rather sober exterior, inside it was richly painted and decorated with statues and marble decorations and gilded stucco frames. The most interesting thing, however, were the lights that made the crystal chandelier of Bohemia, given by the Czar Nicholas II of Russia in the period when the building was owned by the Russian Orthodox Church, shine. The organ, decorated with statues of angels and carved drapery was very nice too.
Currently the church is a place of worship for the Czechoslovak Hussite Church, but almost everyday also hosts concerts of renaissance, baroque and classical music.

La nostra tappa successiva è stato l'orologio astronomico, il monumento più famoso della città, che entrambi abbiamo trovato davvero stupendo. L'elemento più antico dell'orologio è il meccanismo del quadrante astronomico, costruito nel 1410 dall'orologiaio Mikuláš z Kadaň e da Jan Šindel, professore di matematica ed astronomia. La leggenda però narra che l'orologio fosse stato costruito da un orologiaio di nome Hanuš z Růže, poi accecato per impedirgli di costruirne un altro simile. Per vendicarsi si dice che Hanus fermò l'orologio e lo riattivò soltanto quando il consiglio della città lo supplicò di farlo, e come ricompensa gli permise di continuare a esercitare il suo mestiere.
Siamo riusciti ad assistere allo scoccare dell'ora, durante il quale le quattro statue che rappresentano i vizi capitali si animano. Lo scheletro (la morte) tira una fune con una mano e capovolge la clessidra che ha nell'altra, mentre il turco (la lussurria), l'usuraio (avarizia) e l'uomo con lo specchio (vanità) fanno no con la testa: a questo punto le finestre sopra il quadrante superiore si aprono facendo apparire un corteo composto da 11 apostoli più San Paolo che portano gli strumenti del loro martirio e si inchinano alla folla,

Our next stop was the astronomical clock, the most famous monument of the city, which we both found really awesome. The oldest element of the is the mechanism of the astronomical clock, built in 1410 by the clockmaker Mikuláš z Kadaň and Jan Šindel, professor of mathematics and astronomy. But the legend tells that the clock was built by a watchmaker named Hanuš z Růže, who was than blinded to prevent him from constructing a similar one. In revenge Hanus stopped the clock and reactivated it only when the city council begged him to do so, and as a reward allowed him to continue his trade.
We were able to witness the hour strike, during which the four statues representing the deadly sins move. The skeleton (death) pulls a rope with one hand and turns the hourglass that it has in the other, while the turk (lust), the usurer (greed) and the man in the mirror (vanity) move their head: at this point the windows above the upper quadrant open showing a procession consisting of 11 apostles and Saint Paul who bring the tools of their martyrdom and bow to the crowd,

Già che ci siamo trovato in una parte della città non prevista dal nostro programma, ne abbiamo approfittato per andare al Bistro Sisters, un ristorante di cui avevo letto la recensione su di un blog polacco di cucina e che mi ispirava molto. Si trova in via Dlouha 39, di fianco ad un altro ristorante con ottime recensioni, Nase Maso, che è associato ad una macelleria e fa piatti di carne molto buoni.
Il Bistro Sisters è famoso in particolare per i chlebiceks, sandwich aperti tipicamente cechi. Hanno anche opzioni senza glutine. 
Noi abbiamo preso quello con aringhe e maionese al wasabi e rafano, quello con barbabietole e formaggio di capra con noci, quello con salmone affumicato e rafano nero, quello con roastbeef e cipolla croccante, più un'ottima limonata casalinga al sambuco e un buon sidro. E' stato un pranzo coloratissimo, piuttosto economico (in due abbiamo speso meno di 10€) e molto buono, anche se non eccezionale quanto speravo.
Per dessert abbiamo preso ad una bancarella un trdlo, un tipico dolce arrotolato con zucchero e cannella, niente male.

As we found ourselves in a different part of the city than the one in our program, we took that opportunity to go to
 Bistro Sisters, a restaurant of which I read the review on a Polish cooking blog. It is located in Dlouha street 39, next to another restaurant with great reviews, Nase Maso, which is associated with a butcher and makes very good meat dishes.

The Bistro Sisters is famous in particular for chlebiceks, typically Czech open sandwiches. They also have gluten-free options.
We took the one with herring, wasabi mayo and horseradish, one with beets and goat cheese with nuts, one with smoked salmon and black radish, the one with roast beef and crispy onion, and an excellent homemade elderberry lemonade and a good cider . It was a colorful, fairly inexpensive (in two we spent less than € 10) and very good lunch, though not great as I hoped.
For dessert at a stall we bought a Trdlo, a typical rolled sweet with sugar and cinnamon, not bad.

In giro per la città abbiamo visto tante auto dall'aria antica molto carine. Abbiamo scoperto che vengono usate per dei giri turistici con tanto di guida-autista. L'idea secondo me è molto carina, ma non sono proprio economici, i prezzi che ho visto sono sui 60€.

Around the city we saw many beautiful ancient cars. We found that they were used for tourist rides complete with driver-guide. I think it was a nice idea, but the prices weren't exactly cheap, as they were around 60€.

Dal ristorante siamo andati alla Casa Municipale, il più famoso edificio Art Nouveau di Praga. All'interno ospita ristoranti e un museo. Quando siamo entrati noi c'era una mostra sull'Art Noveau che sembrava interessante, ma che purtroppo in quel momento era chiusa. Comunque l'interno è bellissimo (perfino l'ascensore è stiloso) e vale la pena di entrare anche solo per dare un'occhiata.
Appena di fianco alla Casa Municipale c'è la Torre delle Polveri (Prašná brána), una delle storiche porte della Città Vecchia, costruita nell'XI secolo. Attraverso di essa passava il corteo per l'incoronazione dei re boemi. Si chiama così perché durante la sua storia è stata usata anche come deposito per la polvere da sparo.

From the restaurant we went to the Municipal House, the most famous Art Nouveau building in Prague. It houses restaurants and a museum. When we entered there was an exhibition about Art Nouveau that sounded interesting, but unfortunately at that time was closed. However, the interior was beautiful (even the elevator was stylish) so it's worth entering even just to take a look.
Just next to the Municipal House is the Powder Tower (Prašná brána), one of the historic gates of the Old City, built in the eleventh century. Through it passed the procession for the coronation of Czech kings. It was called like this because throughout its history has also been used as a gunpowder storage.

Siamo entrati a visitarla convinti che fosse inclusa nel biglietto del castello, che invece era valido per la torre omonima all'interno delle mura. Ne è comunque valsa la pena per lo stupendo spettacolo che si gode dal ballatoio panoramico a 44 metri di altezza, dopo aver salito una lunga e ripida scala a chiocciola. A livello economico però non è stata una scelta particolarmente conveniente: in città ci sono vari punti panoramici ed è più economico fare un biglietto combinato, per esempio quello del municipio e della torre di fianco.

We went to visit it convinced that it was included in the ticket of the castle, which instead was valid for the eponymous tower inside the walls. It is still worth it for the amazing spectacle that can be enjoyed from the
 44 meters high viewing platform, after climbing a long, steep spiral staircase. At ab economic level, however, it was not a particularly convenient choice: in the city there are many places to look at the panoram and it is cheaper to buy a combined ticket, for example that of the town hall and its tower.

Siamo tornati alla  Piazza della Città Vecchia per approfittare della visita guidata in italiano delle 15:30. Visto che eravamo già saliti sulla Torre delle Polveri, abbiamo preso il biglietto da 120 CZK solo per il municipio (quello per salire anche sulla Torre dell'Orologio sarebbe costato 160 CZK). La visita è partita dalla bellissima cappella gotica, in realtà in gran parte ricostruita dopo i danni della seconda guerra mondiale.

We went back to the Old Town Square to take advantage of the 15:30 guided tour in Italian. Since we already climbed the Powder Tower, we bought the 120 CZK ticket only for the town hall (the one to also climb the Clock Tower would have costed 160 CZK). The visit started from the beautiful Gothic chapel, actually largely rebuilt after the damages of the World War II.

Abbiamo anche assistito allo scoccare dell'ora sull'orologio astronomico dall'altra parte del meccanismo, davvero uno spettacolo interessante.

We also assisted to the hour stiking on the side of the mechanism of the Astronomical clock, really an interesting sight.

Siamo poi passati nella sala del municipio, con il caratteristico soffitto del XVI secolo con catene d'oro (per fortuna solo decorative), poi abbiamo visitato varie altre sale e i sotterranei da cui si vedeva chiaramente che l'edificio è originato dall'unione di tre abitazioni gotiche e rinascimentali.

We then moved into the town hall, with the characteristic sixteenth century ceiling with goldene chains (luckily only decorative), then we visited several other rooms and the cellars from which you could clearly see that the building originated from the union of three Gothic and Renaissance buildings.

Lasciato il municipio siamo entrati a vedere la chiesa del Týn, caratteristica per le sue guglie gotiche. L'esterno è più interessante dell'interno barocco, che pure vale la pena di vedere, se non altro per la tomba dell'astronomo Tycho Brahe.

When we left the hall we went to visit the church of Tyn, renowned for its Gothic pinnacles. The outside is more interesting than the baroque interior, which is also worth seeing, if only for the tomb of the astronomer Tycho Brahe.

Abbiamo provato ad andare a cena in un ristorante vicino che secondo il sito chiudeva alle 17, ma alle 16:20 abbiamo trovato già il personale che puliva, così abbiamo deciso di andare a vedere da fuori il Teatro Nazionale di Praga, in cui furono messe in scena per la prima volta nel 1787 il "Don Giovanni" e nel 1791 "La clemenza di Tito" di Mozart.

We tried to go to have dinner at a nearby restaurant that according to its site closed at 17, but at 16:20 we found the staff already cleaning, so we decided to go to see from outside the National Theatre of Prague, where there were performed for the first time in 1787 the "Don Giovanni" and in 1791 "La clemenza di Tito" by Mozart.

Da lì abbiamo proseguito sul lungofiume, godendoci un bellissimo tramonto, fino al palazzo Fred and Ginger (Tančící dům), progettato dall'architetto croato Vlado Milunić in cooperazione con il canadese Frank Gehry e costruito fra il 1994 e il 1996.

From there we continued on the riverfront, enjoying a beautiful sunset, until we arrived to the Fred and Ginger building (Tančící dum), designed by the Croatian architect Vlado Milunić in co-operation with the Canadian architect Frank Gehry and built between 1994 and 1996.

Da lì abbiamo deciso di andare a mangiare da U Cizku, un ristorante a metà strada fra il palazzo Fred and Ginger e piazza San Venceslao, in Karlovo Namesti, 551/34.
Si tratta di un posto senza pretese, in stile pub. Abbiamo preso il ginocchio di maiale marinato alla salsa di mirtilli rossi. Ci hanno portato uno stinco intero, accompagnato da insalata con peperoncini, rafano e senape. La carne sembrava più grassa del normale stinco, ma era molto buona. La parte forte del piatto era la pelle, glassata e croccante, deliziosa.
Abbiamo di nuovo speso pochissimo, il maiale è costato 160 CZK, sui 6€, a cui sommare il costo del sidro e della birra scura.

From there we decided to go to eat at U Cizku, a restaurant half way between the Fred and Ginger building and Wenceslas Square, in Karlovo Namesti, 551/34.

It is an unpretentious, pub style place. We choose the pork knee marinated in cranberry sauce. They brought us an entire shin, accompanied by a salad with peppers, horseradish and mustard. The meat was fatter than italian style shank, but it was very good. The yummiest part of the dish was the skin, glazed and crisp, delicious.
We spent very little again, the pork knee costed 160 CZK, around 6€, plus the cost of a cider and a dark beer.

Dopo cena, abbiamo proseguito verso Piazza di San Venceslao, che di fatto è un largo viale di 750 m. E' caratterizzata dalla statua di San Venceslao, santo protettore della Repubblica Ceca. Ci sono anche alcuni edifici importanti quali il Museo nazionale (Národní muzeum) e il Grand Hotel Europa e due stazioni della metropolitana, oltre ad una serie di negozi e di locali discutibili. Ma la piazza è importante soprattutto a livello storico: proprio qui il 28 ottobre 1918 venne dichiarata l'indipendenza della Cecoslovacchia dall'Impero austro-ungarico e il 16 gennaio 1969 si diede fuoco Jan Palach, dando inizio alla Primavera di Praga.
Siamo voluti andare da Výtopna al numero 802/56, un ristorante molto particolare in quanto serve da bere con i trenini. Le piste si sviluppano in tutto il locale, che  diviso in zona fumatori e non fumatori. Visto che eravamo pieni da scoppiare abbiamo preso solo un sidro (lo Strongbow al miele, spettacolare), e una limonata artigianale.
Dopodiché siamo tornati all'albergo e siamo crollati.

After dinner, we continued toward Wenceslas Square, which is in fact a wide avenue of 750 m. It's characterized by the statue of St. Wenceslas, the patron saint of Czech Republic. There are also some important buildings such as the National Museum (Národní muzeum) and the Grand Hotel Europe and two metro stations, as well as a number of shops and questionable places. But the square is especially important for its history: right here on October 28th, in 1918 was declared the independence of Czechoslovakia from the Austro-Hungarian Empire and in January 16th, in 1969 Jan Palach set himself on fire, starting the Prague Spring.
We wanted to go to Výtopna, at the number 802/56, that is a very particular restaurant as it serves drinks with toy trains. The rails develope throughout the room, which is divided into a smoking and a non-smoking area. Since we were full to bursting we took just a cider (the Strongbow honey one, really good), and a homemade lemonade.
Then we returned to the hotel and collapsed.

3 commenti:

Serena S. Madhouse ha detto...

Oh! Fortissimo il ristorante che serve da bere coi trenini! WOW e quanti ricordi mi hai risvegliato con questo post, io ci sono stata una vita fa e la mia vita era molto diversa, be'anche il mondo lo era! Mi dispiace pe ri disguidi pe rproblemi di sicurezza, ora sono tutti fissati con la sicurezza, e finiscono solo per creare disagi... Che bella la via degli orefici, il ponte Carlo e l'orologio.. Praga è bellissima, così come tutta la Rep Ceca! Però hanno un po' questa abitudine (così come in Austria e in gemrania) di chiudere presto e alle volte all'ora di mernada loro vanno a cena! Vedo un sacco di cos eche mi fanno venir voglia di tornarci presto!

cristina taddei ha detto...

Praga è una città bellissima.. mi piacerebbe tanto tornarci!!

Piperita Patty ha detto...

@Serena: io sono stata contentissima di tornarci, anzi, avrei voluto starci di più!
Rispetto a 9 anni fa non l'ho trovata tanto diversa, però è anche vero che entrambe le volte ci sono stata poco.

@Cri: anche a me e ci sono appena stata... ma ti pare? XD

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