mercoledì 2 novembre 2016

La luna delle renne (Elizabeth Marshall Thomas)

"La Luna delle Renne" ("Raindeer Moon") è un romanzo del 1987 della scrittrice statunitense Elizabeth Marshall Thomas.
La protagonista è Yanan, nata nella Siberia di ventimila anni fa. La storia comincia quando la ragazza è già defunta e si svolge come un flashback in prima persona lungo due linee temporali parallele: quella che racconta la sua storia quando era in vita e quella che racconta la sua esperienza come spirito. Yanan è bella e abile, ma è una testa calda. Lei e gli altri cacciatori-raccoglitori della Siberia del Paleolitico superiore, molto simile ad una versione gelida della savana africana, lottano costantemente contro la fame, il freddo e tutti gli altri numerosi pericoli del loro ambiente. In questo contesto così duro le rigide regole sociali che regolano la vita dei gruppi umani possono diventare un aiuto, ma anche una prigione, soprattutto in inverno, quando il freddo costringe ad una vicinanza forzata.
La Marshall non è una paleontologa, ma si vede che ha studiato. L'ambiente naturale è ricostruito con cura e il comportamento delle popolazioni umane appare molto verosimile, probabilmente perché è ispirato a quello delle tribù di cacciatori-raccoglitori ju-wa del Kalahari presso cui l'autrice ha vissuto a lungo negli anni '50. Le capanne descritte, invece, sono ispirate a quelle riportate alla luce nel bacino dello Yenisei-Angara.
Ma per parlare di "La luna delle renne" bisogna andare ben oltre il realismo della storia, che è compromesso in partenza dalla decisione - pur molto interessante - di raccontare la storia come se le credenze spirituali delle popolazioni protagoniste fossero reali. Parte del fascino del romanzo deriva dalla suspense creata dalla scelta di raccontare solo alla fine la causa della morte della protagonista. La maggior parte, però, deriva dalla profonda umanità dei personaggi, che, per quanto seguano costumi che al lettore possono sembrare bizzarri, soffrono, gioiscono e amano alla nostra stessa maniera. Ho trovato particolarmente interessante, rispetto ad altri romanzi ambientati nella preistoria, scegliere di raccontare la storia di popolazioni che vivono in condizioni durissime. In questo modo la Marshall crea un romanzo di grande impatto emotivo. Questo soprattutto per quanto riguarda il racconto in prima persona della vita di Yanan, mentre ho trovato a tratti noiosi i racconti della sua esperienza come spirito, in cui si trasforma in vari animali per vivere come loro per un certo periodo.
Nonostante questo, il romanzo mi è piaciuto molto e lo consiglio senz'altro.
Ringrazio ancora Karmilla, lettrice del mio blog La voce del Dinosauro per avermelo segnalato!

"Raindeer Moon" is a 1987 novel by the U.S.A. writer Elizabeth Marshall Thomas.
The protagonist is Yanan, born in Siberia twenty thousand years ago. The story begins when the girl is already dead and unfolds as a first person narration flashback along two parallel timelines: one that tells her story when she was alive and one that talks about her experience as a spirit. Yanan is beautiful and clever, but she's a hothead. She and the other hunter-gatherers of the Upper Paleolithic Siberia, much like an icy version of the African savannah, constantly struggle against the hunger, the cold and all the other numerous dangers of their environment. In this hard context the strict social rules that govern the life of the human groups can be a help, but also a prison, especially in winter, when the cold creates a forced closeness.
Marshall is not a paleontologist, but it's obvious she studied. The natural environment is recreated with care and the behavior of the human populations appears very realistic, probably because it is inspired by that of the Ju-wa hunter-gatherers of the Kalahari with whom she lived for a long time in the '50s. The huts she describes, however, are based on those excavated in the Yenisei-Angara basin.
But to talk about "Raindeer Moon" I'll have to go well beyond the realism of the story, which is compromised from the start because of the - although very interesting - decision to tell the story as if the spiritual beliefs of the protagonists were real. Part of the novel's charm comes from the suspense created by the choice to tell only in the end Yanan's cause of death. Most, however, comes from the deep humanity of the characters, who, though following customs that may seem bizarre to the reader, suffer, rejoice and love as we do. I found particularly interesting, compared to other novels set in prehistoric times, to choose to tell the story of people living in very harsh conditions. In this way Marshall creates a novel of great emotional impact. This especially regarding to the first-person narration of of Yanan's life, while I found sometimes boring the tales of her experience as a spirit, where she turns into various animals to live like them for a certain period.
Despite this, I loved this novel it and I would definitely recommend it.
I thank Karmilla, reader of my blog's La voce del Dinosauro for her advice!

2 commenti:

cristina taddei ha detto...

Interessante, me lo devo segnare..

Piperita Patty ha detto...

@Cristina: sono contenta che ti ispiri!

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